Avrebbe ordinato di profanare la tomba della moglie per recuperare i gioielli con cui era stata seppellita. La vicenda che vede come protagonista un nobile torinese è venuta alla luce dopo che i carabinieri della Compagnia di Venaria, in provincia di Torino, hanno arrestato diciassette persone facenti parte di una banda che operava sia nel capoluogo torinese che a Rivoli, Collegno, Chieri, Poirino, Moncalieri, Chivasso, Pianezza, Beinasco, Venaria e Caselle. Appartamenti svaligiati e ricettazione.
Ma anche rapine in banca. Come detto, però, le manette sono state strette ai polsi di un nobile di 70 anni. L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe incaricato nel 2013 i componenti della banda di aprire la tomba della moglie Maria Libera Rinaldi in Gaschi di Bourget morta nel 2004, nel cimitero di Corio Canavese, e recuperare i preziosi. Non solo. Il 70enne avrebbe dato una mano anche nel fondere i bottini dei vari colpi.
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