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mercoledì, 22 Maggio 2024

Evelina Christillin: “Olimpiadi di Roma, un’occasione persa”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Menini

Capitolo Olimpiadi di Roma. Un’occasione persa o un rischio evitato?

Direi occasione persa. Avendole fatte noi qui a Torino sarebbe ingiusto dire il contrario, significherebbe fare un discorso molto antipatico per cui qui non si rischia e invece a Roma si. Certo i problemi della capitale li conosciamo tutti. Devo dire che la vera occasione persa è soprattutto per la Giunta 5 Stelle, perché oggettivamente sarebbe stato molto bello dimostrare che tutti questi problemi che Roma ha affrontato e vissuto malissimo con una nuova gestione comunale avrebbero potuto essere sorpassati dalla dimostrazione di buone pratiche: basta con gli appalti truccati, basta con i soldi sprecati, con i soliti noti, con i costruttori amici degli amici. Per loro sarebbe stata una buona occasione anche per dimostrare che si può fare in altro modo. Noi qui a Torino ce l’abbiamo fatta. Poi, ovviamente, è passato tanto tempo e il mondo era diverso: qui avevamo la super garanzia dell’avvocato Agnelli in fase di candidatura. Però, fosse riuscita, si sarebbe dimostrato che anche a Roma le cose si possono fare in modo corretta, trasparente e professionale.

Opinioni sull’incontro tra Jessica Grounds e la sindaca Appendino?

E’ stato molto interessante sentire una giovane signora americana con quell’esperienza e con la capacità di raccontarci cose che per noi sono un po’ al di fuori del nostro quotidiano: una donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti, raccolte fondi da un miliardo come ha fatto Obama. Interessante vedere cosa sono riusciti a fare.

L’Italia è indietro rispetto agli States per quanto riguarda la leadership femminile?

In realtà, come ha detto Jessica Grounds, loro hanno meno deputate e senatrici rispetto a noi, in proporzione. Non è così sconvolgente pensare che non siamo troppo indietro: siamo grosso modo a metà nella graduatoria europea come presenza di donne. Poi, credo che la legge sulle quote rosa italiana non sia il massimo, ma almeno ha aiutato a far entrare nei luoghi di decisione le donne. Sono comunque altrettanto convinta che non durerà troppo, è necessario poter dimostrare le proprie capacità per poter entrare. E’ con l’autorevolezza, con lo studio, con lo spirito di sacrificio , con le “skills”, che si deve riuscire.

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