CNHi, Pernigotti, ex Embraco, Partito comunista: “Mentre la Politica parla di poltrone, i lavoratori vanno a a casa”

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In Piemonte la situazione è drammatica per i lavoratori di CNHi, Pernigotti, ex Embraco. Tre aziende pronte a lasciare a casa i propri dipendenti. Sulla vicenda prende posizione il Partito Comunista, che accusa le istituzioni di pensare più alle poltrone che a risolvere la questione.

«Mentre la politica regionale e nazionale discute di poltrone e autonomia, le lavoratrici e i lavoratori piemontesi continuano ad essere colpiti da scelte dirigenziali che guardano solo al profitto di pochi.
A distanza di un giorno dall’Assemblea annuale dell’Unione degli Industriali, dove sono stati presentati i mirabolanti progetti e gli ipotetici investimenti legati al rilancio della produzione Maserati negli stabilimenti torinesi, CNHi annuncia la messa in mobilità di oltre 100 dipendenti dello stabilimento di San Mauro Torinese, che da sito produttivo viene trasformato in polo logistico. E’ l’ennesimo segnale di disimpegno su Torino, a seguito dell’annunciata cessione di IVECO/CNH di quest’estate».
Continuano dal Partito Comunista: «Pernigotti, dopo gli annunci entusiasti del Ministro Di Maio, rischia nuovamente la chiusura perché l’azienda che ne ha rilevato il marchio è interessata solo a massimizzare l’utile, senza un piano aziendale credibile che metta al centro la salvaguardia dei posti di lavoro.
CNHi non l’unico caso, come abbiamo accennato: «All’Ex Embraco, dopo la passerella di ministri e parlamentari dello scorso anno, sono tornati a lavoro solo 183 operai su 413. Con i soldi lasciati da Whirpool per la reindustrializzazione del sito di Riva presso Chieri, i dirigenti della Ventures, l’azienda che ha rilevato lo stabilimento, da fonti giornalistiche, si sarebbero aumentati lo stipendio, mentre la produzione non è ancora ripartita e all’orizzonte non ci sono prospettive».
«Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori colpite da scelte dirigenziali che guardano solo a profitti e dividendi a scapito del loro diritto al lavoro. Sosterremo e promuoveremo iniziative a supporto delle mobilitazioni dei lavoratori e delle loro famiglie. Il 5 ottobre a Roma manifesteremo contro il Governo 5 Stelle/PD anche in difesa dei posti di lavoro di quelle aziende»,
concludono dal Partito Comunista.
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