Cavallerizza reale, gli “irreali” creano una spaccatura col resto dell’assemblea

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di Andrea Doi

Si riaccende la polemica sulla Cavallerizza, ma stavolta la guerra non è tra Comune e occupanti, ma tra gli stessi occupanti. Una guerra intestina tra due parti dell’Assemblea, innescata dal cambiamento del nome della pagina Facebook dell’Assemblea Cavallerizza 14:45 che si è trasformata in Cavallerizza Irreale.
La rottura riguarda non solo i metodi decisionali ma anche gli obiettivi politici dell’occupazione su cui divergono i partecipanti all’Assemblea 14:45 che si definiscono «cittadini, studenti, artisti, professori, operatori culturali e sociali».
Nel comunicato diffuso stigmatizzano «il processo in atto da mesi, dettato da pochissimi occupanti interni agli spazi della Cavallerizza che oggi detengono l’intero Patrimonio Collettivo» che ha portato alla nascita di Cavallerizza Irreale «un gruppo di persone formalmente ignote eppure riconducibili ad alcuni nomi precisi interni all’occupazione, che nulla hanno a che vedere con i centri sociali e con i lavoratori dello spettacolo». 
Partendo dalla cancellazione della parola “Reale” dal nome ritengono che «da poco più di due giorni si è perso il simbolo delle occupazioni a tutela dei beni comuni convertendosi in un ipotetico soggetto “irreale” che ha escluso l’identità maturata nel tempo».
Secondo gli occupanti che si rifanno all’Assemblea Cavallerizza 14:45, il gruppo Cavallerizza Irreale «si è attribuito il diritto di chiudere il percorso partecipato alla cittadinanza eliminando le sedi assembleari in cui discutere e confrontarsi sulle linee politiche e culturali dell’occupazione, alterare la realtà sostituendo il nome collettivo e il click di oltre dieci mila contatti, e spacciare ambiguamente l’attuale trasformazione come operazione di rinnovamento comunicativo».
E continuano affermando che «questa a cui assistiamo è un’estrema forma di privatizzazione, che utilizza lo stesso metodo delle grandi istituzioni cittadine (la cosiddetta controparte) escludendo i momenti pubblici tra cittadini e trasformando gli strumenti decisionali collettivi in un’incognita totale a molti».
Ritengono quindi «che questo punto di non ritorno generato da un gruppo identificabile di occupanti attuali non corrisponda alla storia di Assemblea Cavallerizza 14:45 e ai metodi decisionali che, faticosamente, sono stati al centro dell’esperienza di due anni». 
Il comunicato prosegue con la contrapposizione tra la Cavallerizza Reale «spazio fisico ideale per “abitare” il bene comune» e la Cavallerizza Irreale accusata di avere organizzato «la presentazione del fantomatico progetto “Cavallerizza Irreale” convocato sotto il nome di “Open Day 1 – Fase Due” di domenica 1° maggio alle 16» e quindi invitando tutte le realtà culturali, sociali e i singoli cittadini a partecipare «non in qualità di semplici spettatori di un’iniziativa che non è frutto del volere collettivo, bensì per rivendicare il ripristino dei percorsi condivisi, aperti, ospitali per un futuro di libero accesso reale a tutti e tutte».

 

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