La Giunta di Stefano Lorusso ha approvato il rinnovo del patto di collaborazione per trasformare il centro sociale Askatasuna in bene comune. La delibera rinnova l’accordo che era scaduto il 15 marzo con un gruppo spontaneo di cinque cittadini per la cura e la rigenerazione dell’immobile di proprietà comunale, in corso Regina Margherita 47, recependo anche la mozione che conferma l’accettazione dei metodi democratici e il ripudio di ogni forma di violenza e razzismo.
L’accordo che sarà sottoscritto nei prossimi giorni con durata di cinque anni prevede la cura e gestione dei locali al piano terreno e dell’area esterna dell’ex scuola. La manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile, così come il mantenimento delle condizioni di sicurezza al suo interno e la custodia saranno a carico dei firmatari del patto e l’accesso al piano superiore continua a essere vietato per ragioni di sicurezza, come previsto da un’apposita ordinanza. Si prevede inoltre l’istituzione di una cabina di regia per coordinare e monitorare le attività e valutare le nuove richieste di adesione al patto.
Secondo quanto previsto dalla delibera sarà necessario innanzitutto avviare le operazioni di ristrutturazione del pian terreno, e solo una volta terminati i lavori, potranno partire le attività culturali, artistiche, sportive, sociali elencate nel patto stesso con l’obiettivo “di favorire l’aggregazione e la coesione sociale del quartiere e promuovere forme di coinvolgimento e cittadinanza attiva”. In orario scolastico l’area esterna potrà esser utilizzata dal vicino asilo nido e dalle scuole del territorio e saranno previste aperture in orario extra scolastico alle famiglie per attività di dopo scuola.
Una soluzione che però non sembra accontentare tutti, a partire dalle opposizioni in Consiglio Comunale. A partire dal capogruppo della Lega Fabrizio Ricca per cui il patto con Askatasuna “è una vergogna. Con questo provvedimento si legittimano gli occupanti a restare senza alcun titolo nello stabile e si trasmette l’idea che Torino sia una città senza regole. Del resto è lo stesso Comune a non rispettarle, visto che con la decisione presa oggi sta camminando sulle facce delle istituzioni replicando la pagliacciata che abbiamo visto fare qualche giorno fa agli abusivi del centro sociale”.
Dubbi anche da parte del Movimento 5 Stelle, come osserva Andrea Russi: “Sono sempre stato piuttosto scettico sull’intervento intrapreso dalla città, poiché, sfruttando un escamotage giuridico, si legittima di fatto un’occupazione trentennale, creando un precedente che potrebbe essere sfruttato in futuro in situazioni simili”. Il capogruppo pentastellato aggiunge poi: “La responsabilità ora è della Giunta Lorusso, e saranno i Torinesi a giudicare le scelte politiche alle prossime elezioni, per quanto questa vicenda non stia davvero scaldando i cuori dei Torinesi, che sono più preoccupati da problemi ben più urgenti”.
Anche la vicecapogruppo di Fdi alla Camera, la deputata torinese Augusta Montaruli, è intervenuta definendo “sconcertante come il Comune di Torino vada avanti nella sanatoria del centro sociale Askatasuna”. Fratelli d’Italia – prosegue Montaruli – rimane contraria a un’operazione che è uno schiaffo alla città e che tenteremo senza sosta di osteggiare”.





