Gli alieni invadono il Campus Luigi Einaudi

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Il destino del nuovo campus universitario Luigi Einaudi si annunciò burrascoso fin dalla sua inaugurazione a settembre del 2012, quando gli allora ministri Elsa Fornero e Francesco Profumo furono chiamati a tagliare il nastro, circondati, da una parte, dalle ruspe in azione che proseguivano i lavori ancora incompiuti, dall’altra da un gruppo di studenti venuti a contestarli.
A un anno e mezzo da quella data, il campus è stato infine ultimato (anche se il rumore dei macchinari ha accompagnato le lezioni per diversi mesi dopo l’inaugurazione) ma molti problemi permangono.
«L’iniziale sbornia di curiosità ed eccitazione al pensiero di frequentare i corsi in un polo universitario di ultima generazione ha ceduto il passo ad un diffuso senso di disillusione», si legge sul volantino che un gruppo di studenti che si firma col nome di “Campus Invaders” ha distribuito nei giorni scorsi. «Con la ripresa dei corsi, della routine quotidiana scandita dalle lezioni, dai caffè, dispense e orari di ricevimento, i nodi stanno venendo al pettine: stressanti code agli armadietti della biblioteca che rimane aperta solo fino alle 18, aule chiuse fuori dall’orario di lezione, nessuno spazio dove mangiare tra una lezione e l’altra o dove prendere il caffè e scambiare quattro chiacchiere tra compagni, telecamere dappertutto».
Questi problemi sono in parte imputabili al fatto che quello del Campus è un progetto vecchio realizzato solo dopo diversi anni; tuttavia gli studenti riferiscono che nella situazione attuale gli interventi che potrebbero essere fatti per migliorare la vivibilità del Campus Einaudi sono molti ma le autorità accademiche non hanno finora dato risposta alle loro richieste.
Di qui nasce la campagna “Campus Invaders” lanciata da un gruppo di loro dopo un periodo di confronto con gli altri studenti rispetto ai problemi e ai disagi vissuti quotidianamente all’interno del Campus.
Lunedì si è tenuta la prima iniziativa, con la quale gli studenti hanno preso di mira uno dei divieti vigenti nella struttura, quello di non calpestare i prati del polo universitario. All’ora di pranzo si sono riversati sulle aree verdi del campus con una simbolica “invasione”, improvvisando un pic-nic e rimuovendo poi i cartelli che segnalavano il divieto di sostare sul prato.
Ma come detto è solo un primo appuntamento. Gli “Invaders” annunciano: « La campagna Campus Invaders continua, in vista del prossimo appuntamento, la migliore indicazione è che le invasioni e i pic-nic sui prati diventino pratica quotidiana!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano