Mancano anche i camici negli ospedali di Torino, e così gli infermieri sono costretti a ricorrere a sacchi dei rifiuti e a coprirsi le braccia con pellicola trasparente da cucina. E’ la denuncia che fa il sindacato degli infermieri Nursind di Torino. «Dopo aver segnalato nei giorni scorsi ai Nas e alla Procura la grave carenza di dispositivi di protezione individuale – scrive il segretario provinciale Giuseppe Summa – oggi abbiamo scritto al ministro della Salute e al presidente del Consiglio, perchè non è più ammissibile che il personale infermieristico e di supporto metta a rischio la propria salute e quella dei suoi cari».
La carenza di adeguato materiale per proteggere gli infermieri è ormai cronica: «Le mascherine continuano a scarseggiare – denuncia Summa – abbiamo segnalazioni di infermieri che la conservano per il giorno successivo, ma ovviamente non hanno più nessuna efficacia». E a questo si aggiunge la questione della difficoltà per fare i tamponi: «Siamo seriamente preoccupati perchè molti colleghi sono positivi e stanno male, addirittura un dipendente è ricoverato in terapia intensiva ed è intubato. Siamo inoltre furibondi perchè abbiamo scoperto che un membro asintomatico della direzione di un noto ospedale torinese si è recato in pronto soccorso per fare il tampone, che è stato eseguito immediatamente, mentre ci sono infermieri che finiscono nella terra di nessuno. Abbiamo diversi colleghi che aspettano da giorni, anche dieci, di ricevere notizie sul proprio referto o di essere chiamati per effettuare il tampone. Nonostante scrivano al proprio servizio igiene o alla propria azienda, non ricevono risposte. Anche per questo oggi abbiamo inviato una lettera a tutti gli uffici igiene, alle aziende e all’unità di crisi regionale. Comprendiamo che il momento è difficile e delicato, ma proprio per questo chiediamo massima tutela. Chi si prenderà cura degli infermieri?».







