di Giulia Zanotti
La sindaca Chiara Appendino ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Torino che riconosce la libera scelta tra il pasto di casa e quello della mensa scolastica.
Come era prevedibile il Comune quindi ricorre, come ha spiegato l’avvocato dei genitori “ribelli” Giorgio Vecchione.
Questo mentre al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, durante l’assemblea dell’Associazione dei sindaci italiani, l’Anci, ha invitato i primi cittadini a stilare, insieme al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, delle linee guida per «dare chiare indicazioni alle scuole e ai servizi comunali».
«Se le mense costano troppo e non sono di qualità – ha spiegato Giannini – un problema c’è».
«La mensa resta comunque un momento fondamentale di interazione – ha aggiunto – Il panino può essere un diritto, ma è un atto individuale e fa qualcosa che ti dissocia dagli altri».
La ministra ha evidenziato come non si possa «lasciare ai tribunali la soluzione del caso».
Ma la battaglia “panino a scuola” intanto continuerà proprio nelle aule giudiziarie.





