Dalle lanterne ai led: storia dell’illuminazione pubblica di Torino

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Se si pensa a una città di notte si pensa a lunghi viali illuminati dai lampioni. Ma non è sempre stato così, anzi l’illuminazione pubblica è storia recente, anche per Torino. Vediamone alcune tappe!
Un anno fondamentale per la città è il 1675 quando la seconda Madama Reale Giovanna Battista ordina che di notte si lascino accese le lanterne sopra i cantoni. Prima di allora chi doveva girare la città di notte doveva provvedere da solo alla sua illuminazione.
Ma si dovrà arrivare al 1782 con Vittorio Amedeo III perchè si inizi a progettare un sistema di illuminazione adeguato alle esigenze della città, su modello di quelli di Parigi, Londra, Vienna e Napoli, installando 625 lanterne.
Passano circa 50 anni e con Carlo Alberto nel 1839 le prime 100 fiamme del nuovo sistema di illuminazione a gas diventano realtà per moltiplicarsi notevolmente in pochi anni. Nel 1846 vengono illuminate le contrade Doragrossa e Nuova, poi le vie Po e Santa Teresa, piazza Castello, piazza San Carlo e piazza Vittorio.
Pochi anni e arrivano i fanali a petrolio che nel 1884, anno dell’Esposizione Generale Italiana sono 294.
Lo stesso anno, però, in piazza Carlo Felice viene inaugurato il primo impianto di illuminazione elettrica con 12 lampade ad arco Siemens da 800 candele; nello stesso anno le Ferrovie illuminano elettricamente la stazione di Porta Nuova e l’ingegnere torinese Enrico progetta l’illuminazione del Teatro Regio. Fino a quando nel 1928 per la prima volta nella storia viene applicato il comando centrale di accensione e spegnimento delle lampade.
Il resto è storia moderna, con un continuo progresso tecnologico che permette di scoprire sempre nuove fonti di energia. Fino all’attuale Led, che permette nel contempo di fare più luce delle tradizionali lampadine alogene e di risparmiare energia.

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