di Andrea Zummo
Joy (J. Lawrence) è una novella Cenerentola, o forse la versione moderna di una crocerossina oberata dalla vita: il suo ex marito, un cantante latinoamericano, vive nel suo sottoscala; sua madre (V. Madsen) passa le giornate a guardare soap opera ed è separata dal marito, il padre Rudy (R. De Niro) gestisce un’officina meccanica e, dopo l’ennesima crisi con l’ultima compagna, torna a vivere a casa della figlia. In più Joy ha due figli, una sorella che mal sopporta ed è agli occhi di tutti una sguattera e poco più, che deve dedicarsi ai bambini e agli immaturi genitori. Solo sua nonna Mimi (D. Lane) Tuttavia Joy, caparbia e determinata, ha il talento di immaginare e costruire cose nuove: si mette a ideare un nuovo prodotto per la casa, che vuole brevettare e lanciare sul mercato, un mocio per pavimenti che si strizza da solo, il Miracle Mop.
Joy si indebita fino al collo, chiedendo soldi alla nuova fidanzata del padre (Isabella Rossellini) e si butta nell’impresa. Conoscerà un imprenditore che gestisce un canale di televendite, di nome Neil Walker (B. Cooper), che crederà nella scommessa, offrendole una possibilità. Ma le difficoltà sono in agguato e Joy rischia la bancarotta, paradossalmente osteggiata dai famigliari, esclusi la nonna e l’ex marito, che si rivela l’unico buon amico.
Commedia dai risvolti grotteschi, del regista David O. Russel (“Three Kings”, “L’apparenza inganna”, “American Hustle”), con una Lawrence in stato di grazia, che regge da sola la storia (giustamente candidata all’Oscar), con un coro di comprimari di primissimo livello. Peccato che la sceneggiatura non decolli, il film si rivela macchinoso e troppo lungo, con la dimensione onirica (gli incubi in salsa soap della protagonista) che appesantisce la storia. Confezione elegante dal punto di vista tecnico, ma Russel ha fatto di meglio.
Resta il mito della terra dell’abbondanza, in questa storia dolente di una self made woman, con le contraddizioni dell’american dream, i risvolti feroci e piuttosto maschilisti del capitalismo odierno. Ispirato a fatti realmente accaduti.
Riuscito a metà, peccato.





