di Giulia Zanotti
E’ ancora riservata la prognosi della donna aggredita la scorsa notte dal suo convivente in via Don Bosco, a Torino. A salvarla una telefonata al 113 a tarda ora in cui si avvertiva di urla e rumori provenire da un appartamento nella via dove si è recata una voltante della polizia.
Ad aprire la porta, dopo svariati volte che gli agenti avevano bussato senza risposta, un uomo, marocchino di 30 anni, sporco di sangue che ha negato che ci fossero problemi in casa sostenendo che la compagna stava dormendo. Eppure, è bastata un’occhiata all’appartamento: con tracce di sangue sul pavimento e molto disordine in giro per capire che qualcosa era successo. La vittima si trovava sul letto con molte ferite e in uno stato di incoscienza, tanto che ai paramedici del 118 intervenuti sul posto è apparsa subito in gravi condizioni.
L’uomo avrebbe poi confessato quanto accaduto: un litigio dopo che la compagna era rientrata a casa mentendo sul fatto di essere andata a ballare. Così, dopo averla presa a schiaffi e buttata per terra l’ha colpita alla testa con un bicchiere. Il trentenne è ora in stato di fermo per tentato omicidio.





