La Regione Piemonte avrà di nuovo una Commissione Antimafia. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato la mozione del Movimento 5 Stelle, sottoscritta da quasi tutte le forze politiche presenti in aula, con cui verrà istituita, appunto, una Commissione per la promozione della cultura della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi. La commissione, nata nel luglio 2013, era decaduta al termine della scorsa legislatura, guidata dalla Giunta Cota. Quasi unanimi i voti dei consiglieri, con 40 a favore e la Lega che si è astenuta.
Ora il prossimo passo potrebbe essere quello di istituire una commissione permanente, come hanno chiesto la grillina Francesca Frediani e la democratica Nadia Conticelli.
La commissione legalità avrà stretti rapporti con l’Osservatorio regionale sull’usura. Inoltre, avrà i compiti di vigilare sul fenomeno della corruzione e delle infiltrazioni della criminalità organizzata, anche per quanto riguarda l’attività pubblica e di monitorare sul rispetto delle procedure degli appalti e di promuovere la cultura della legalità.
Soddisfatta la Frediani. «La necessità di dotarsi di una Commissione Antimafia risulta evidente dal crescente radicamento di organizzazioni malavitose sul nostro territorio – afferma – come peraltro evidenziato dalle recenti inchieste giudiziarie, prime tra tutte Minotauro, Alba Chiara e Maglio, nonché da tutti i rapporti delle forze dell’ordine che indicano una sempre maggiore compromissione del tessuto economico e produttivo, strozzato dalla crisi e dalle richieste al massimo ribasso delle pubbliche amministrazioni».
Parole positive arrivano anche dal capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà Marco Grimaldi. «Siamo contenti che oggi l’aula consiliare abbia finalmente approvato la mozione per il ripristino della Commissione Regionale di promozione della cultura della legalità e del contrasto ai fenomeni mafiosi – dice, sottolineando poi che – resta ancora molto da fare su usura, gioco d’azzardo, lotta alla corruzione e riforma della legge che regola le attività estrattive in cava».





