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lunedì, 20 Maggio 2024

Cie, è tornato il riscaldamento. La Curti chiede comunque la chiusura

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Al Cie di corso Brunelleschi è tornato il riscaldamento. Ad annunciarlo, in Sala Rossa, il vicesindaco di Torino, Elide Tisi, che ha parlato dei Centri di identificazione ed espulsione come di «un’esperienza fallimentare, la cui chiusura rimane un obiettivo che impegna questa amministrazione nei confronti del governo».
La questione dei trattamenti non tollerabili e del freddo non sopportabile all’interno della struttura era stata denunciata dal deputato di Sinistra Ecologia Libertà Giorgio Airaudo e dai consiglieri regionale Marco Grimaldi e comunale Michele Curto, che avevano pubblicato un video.
«Anni di esperienza hanno mostrato come questa istituzione non abbia la possibilità di raggiungere gli obiettivi ad essa assegnati in origine dalla legge – ha detto la Tisi – era stata aumentata, nel 2011, sino a 210 unità, numero da allora ridotto e ripristinato più volte. Dopo gli incendi del 2014, la capienza è ora pari a 21 posti, con tre soli locali idonei».
Michele Curto ha rincarato la dose in Consiglio Comunale. «È inaccettabile continuare a tenere aperta questa struttura: sindaco, chiami il Ministro per far chiudere un luogo che nessuno vuole più» dice, mentre Luca Cassiani del Partito Democratico sostiene che «Il sistema Cie si è rivelato fallimentare: le espulsioni sono diminuite, gli ospiti si sono ridotti e le condizioni di vita all’interno delle strutture sono vergognose. È necessario superare questa situazione sperando che, anche grazie all’apertura del Governo in materia di diritti civili, si riesca a trovare una soluzione che decreti la chiusura dei Cie e salvaguardi la dignità delle persone ospitate».
Di tutt’altro avviso, come prevedibile, il leghista Fabrizio Ricca. «Sarebbe più utile aiutare i clandestini a casa loro – dice – Dovremmo poi mandare al Cie gli abitanti dell’ex Moi, per identificarli e quindi espellere dall’Italia i clandestini e aiutare i rifugiati che scappano dalla guerra. Dovremmo anche valutare uno spostamento del Cie fuori città, per evitare continui disagi e vessazioni ai torinesi».
Ancora più radicale Maurizio Marrone del Nuovo Centrodestra, che afferma che «ormai il vero Cie è l’ex Moi – Villaggio Olimpico. Se anche verrà chiuso il Cie, che ne sarà dell’ex Moi? Vogliamo sottrarre i migranti clandestini all’assistenza istituzionale per affidarli ad altre strutture, illegali, controllate non si sa da chi?».

 

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