Se fossi in territorio di guerra parleremo senza remore di “regole d’ingaggio” con il nemico. Ma in Italia non si combatte nessuna guerra, per fortuna, e quanto sta decidendo il Ministero dell’Interno per quanto riguarda il comportamento delle forze dell’ordine in piazza durante le manifestazioni e i cortei. Le cariche agli operai delle acciaierie Ast di Terni, avvenute a Roma, non hanno lasciato il segno solo sulle schiene e sulle teste dei lavoratori, ma anche al Viminale, finito nell’occhio del ciclone per il le maniere forti usate dai funzionari della Questura capitolina e dagli uomini dei Reparto Mobile.
Risultato? A quanto pare non è sano farsi immortalare da telecamere o macchine fotografiche mentre si alza, a volte tenendolo al contrario e colpendo con manici rinforzati, il manganello per colpire. Quindi dal Ministero si darà il via libera all’utilizzo più “ampio” di idranti e gas urticanti. Insomma disperdere, senza caccia all’uomo e pestaggi in stile Genova G8.
Linee guida del ministro Angelino Alfano per dimostrare che qualcosa effettivamente va cambiato.
Peccato che mentre si tenta di rimettere nel fodero il manganello con una mano, l’altra viene armata da pistole elettriche, il taser.
L’arma ha già ucciso ed è molto pericolosa e non certo innocua come è stato sostenuto in Parlamento durante la discussione. Ecco. Proprio sul taser ad oggi non ci sono linee guida e non si è ancora compreso se farà anch’egli il suo ingresso in piazza.





