di Moreno D’Angelo
L’ex presidente Atc Giorgio Ardito, esponente storico della sinistra torinese è stato assolto in appello dall’accusa di ricettazione, ribaltando così la sentenza di primo grado che lo aveva condannato a un anno e cinque mesi di reclusione. Per la Corte i fatti contestati non costituiscono reato.
Il processo era nato a seguito di una intercettazione telefonica della Procura nell’ambito dell’inchiesta della procura di Monza sull’ex presidente della Provincia di Milano Giuseppe Penati. A coinvolgere Ardito una somma di 115 mila euro da lui ricevuti dal gruppo Gavio. Per l’ipotesi di accusa si trattava di un compenso in nero relativo a consulenze fittizie. Giorgio Ardito ha spiegato che: «Si trattava della buonuscita per il mio pensionamento anticipato dalla Sitaf, (società di gestione dell’autostrada Torino-Bardonecchia che fa parte del gruppo Gavio) di cui era stato direttore del settore ambiente».
«Io – aggiunge Ardito – mi sono sempre considerato un uomo di servizio. Non ho mai toccato un euro e, anzi, a volte dimenticavo persino di chiedere i rimborsi spese. Per questo ho trovato l’accusa di ricettazione particolarmente difficile da sopportare. Ora però sono contento».





