Sono nove i fermati durante lo sciopero generale a Torino contro il Jobs Act e la legge di Stabilità del Governo Renzi. Scontri sta studenti e forze dell’ordine si sono verificati davanti alla sede dell’assessorato alla Sanità, in corso Regina Margherita 153.
Mentre in piazza Castello si svolgeva il discorso del leader della Cgil Susanna Camusso, lo spezzone sociale del corteo si è staccato e si è diretto prima verso il Comune, poi verso Porta Susa passando da corso Regina Margherita. I momenti di tensione, come detto, sono avvenuti davanti all’assessorato alla Sanità, all’altezza del Rondò della Forca. I manifestanti hanno lanciato pomodori contro le forze dell’ordine, poi contro l’edificio. La polizia ha reagito con cariche e manganellate. Nove studenti sono stati fermati e condotti in questura. Il corteo ha poi proseguito fino a piazza della Repubblica, dove si trova il mercato di Porta Palazzo, con l’obiettivo di raggiungere la sede torinese del ministero per l’Università e la ricerca in corso Vittorio Emanuele.
I sindacati Cisl e Uil, nel frattempo, con lo slogan “Così non va”, hanno anche lanciato l’allarme sul Piemonte. «Renzi ieri ha detto che ci rispetta, ci mancherebbe altro se non rispettasse i lavoratori – ha detto dal palco di piazza Castello la leader della Cgil Susanna Camusso – Ma Renzi ha anche detto che continuerà per cambiare il Paese. Ma non si cambia il Paese se non si sta con i lavoratori, anzi si dice di stare in brutte compagnie come quelle che emergono dalla cronaca. Se il messaggio di Renzi è “tiriamo dritto” sappia che sappiamo tirare dritto anche noi. Non abbiamo bisogno di sentirci minacciati».
Tutte le nove persone fermate in mattinata, a seguito degli scontri in corso Regina Margherita, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria per resistenza aggravata in concorso a Pubblico Ufficiale, ma sono state rilasciate nel tardo pomeriggio.





