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sabato, 25 Maggio 2024

Salvini contestato a Torino: “Fassino e Renzi i miei nemici”

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di Andrea Doi

Contestazioni ma anche applausi per il leader della Lega Nord Matteo Salvini arrivato a Torino per sostenere il candidato del Carroccio alla corsa a sindaco di Torino, Alberto Morano. Più che un bagno di folla, un bagno d’acqua per la pioggia caduta sul capoluogo piemontese che però non ha fermato i fan di Salvini. Non molti in verità, come non molti sono i contestatori, gli appartenenti ai collettivi studenteschi, separati a poche centinaia di metri dai cordoni della polizia. Salvini al suo arrivo a Porta Palazzo è stato contestato, accolto dallo slogan “Torino non ti vuole #maiconsalvini”. E mentre lui manda baci a chi gli urla vergognati i sostenitori inveiscono contro i ragazzi chiamandoli zecche, termine utilizzato dall’estrema destra per identificare gli appartenenti ai centri sociali.
E’ anche vero che alcuni immigrati del mercato più grosso d’Europa, inspiegabilmente, si sono voluti fare dei selfie con il segretario leghista. Poi Salvini e i suoi circondati da polizia e contestatori si sono spostati su via Garibaldi dove il leader leghista ha improvvisato un breve comizio a fianco del candidato Morano. «Il nostro obiettivo è arrivare ovunque al ballottaggio – ha detto – deve non riusciamo ad arrivarci non voteremo comunque mai Pd e i complici di Fassino». «Vogliamo mandare a casa Renzi e Fassino – ha ribadito aggiungendo – il nostro nemico è il Pd non è Forza Italia». «Noi siamo l’unico centro destra. L’unico centro destra a Roma è quello di Meloni, a Torino è quello di Morano». E stuzzicato su Forza Italia che a Torino correrà con Osvaldo Napoli separato dagli ex alleati dice: «Temo che raccoglierà quello che ha seminato». Però poi aggiunge: «I miei nemici sono Fassino e Renzi, le divisioni del centrodestra non mi appassionano».
Dopo aver ringraziato le forze dell’ordine («gente normale che si trova un pomeriggio in centro a Torino deve disturbare decine di poliziotti per colpa di cento ignoranti»)ha definito i contestatori e i centri sociali «i cani da guardia della Fornero»; «Votare Alberto Morano e avere la Lega in Consiglio comunale vuol dire che prima vengono gli italiani e poi andiamo con le ruspe sui centri sociali e li trasformiamo in parchi giochi per bambini». Un battibecco a distanza con una ragazza dei collettivi che con il megafono lo invitava ad andare via da Torino: «Tutta la mia compassione a quella ragazza che dovrebbe andare in fabbrica invece di rompere i coglioni. Regalatele un completo di Tezenis così si rilassa». Sotto la pioggia il comizio lampo si è concluso con selfie a go-gò e l’arrivo in via Garibaldi di un apparentemente agitato Mario Borghezio che facendosi breccia tra leghisti diceva «gli devo parlare, gli devo parlare». Salvini ha avuto anche il tempo di conversare di calcio con i cronisti, in particolare del Milan: «Berlusconi deve vendere ai cinesi. Subito». Gli unici stranieri, a quanto pare, a non infastidire più di tanto il segretario del Carroccio.

 

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