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sabato, 4 Luglio 2020

Polemiche tra M5s e Boeti in Consiglio Regionale. Chiamparino "Contro Mattarella un vulnus democratico"

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

Il caos politico di questi giorni, la crisi di governo e gli attacchi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella arrivano anche a Palazzo Lascaris in consiglio regionale, dopo che al Comune di Torino, ieri, i consiglieri di maggioranza M5s hanno disertato la seduta.
I pentastellati in Regione invece attaccano il presidente del Consiglio Nino Boeti, colpevole, secondo i consiglieri, nei giorni scorsi di aver definito i grillini antidemocratici. E i Cinque Stelle voglio le scuse, come spiega la consigliera Francesca Frediani.
«Se non avessi preso posizione a favore del Capo dello Stato e della Costituzione non avrei onorato il posto che occupo. Se la consigliera Francesca Frediani pensa che debba scusarmi per aver usato la parola “antidemocratico” non ho problemi a farlo», ha detto Boeti.
Poi ha aggiunto: «Ribadisco che però il metodo è stato antidemocratico, non le forze politiche. Invito tutti ad usare il buonsenso, siamo chiamati a legiferare nell’interesse dei piemontesi, in questi 45 giorni non sono mai venuto meno al mio ruolo di arbitro».
«Accettiamo le scuse, ma vorremmo capire quale sarebbe il metodo antidemocratico usato dal Movimento Cinque Stelle – ha ribadito Frediani – Abbiamo visto due forze politiche cercare di dare un governo al paese nonostante una legge elettorale indecente. Il presidente della Repubblica ha scelto di mettere un veto».
Scuse accettate anche dal consigliere Davide Bono che invita «a non confondere i commenti sui social con i comportamenti degli esponenti di rilievo delle forze politiche. Stiamo valutando l’art.90 della Costituzione, non siamo stati noi a provare a modificarla».
«Non è possibile evocare spettri del passato – ha continuato Bono – il ritorno del fascismo, se si parla di Euro. L’Italia è un Paese libero e sovrano e non deve sottostare a diktat di altri paesi e dichiarazioni di altri ministri».
I consiglieri M5s hanno anche esposto una bandiera tricolore.
Per quanto riguarda Sergio Chiamparino, il presidente è tornato oggi in Consiglio regionale dopo la convalescenza da un intervento chirurgico e anche lui ha voluto contribuire alla discussione relativa al governo nazionale.
«Ho parlato di attacchi di stampo demagogico e populista e lo ribadisco. La mia dichiarazione dovrebbe essere sottoscritta da tutte le forze perché difendere Mattarella significa difendere la Costituzione e la democrazia. C’è stato un vulnus democratico perché non si è rispettato l’equilibrio dei poteri tra presidenza della repubblica e parlamento, equilibrio che è alla base dello stato di diritto».
«È la prima volta nella storia della Repubblica – ha affermato Chiamparino – che un orientamento del presidente della Repubblica per la formazione del governo non viene accolto. È un vulnus democratico che ci deve allarmare, perché siamo di fronte a sindaci che tolgono la foto del presidente dal proprio ufficio e altri che arrivano a abbrunare la bandiera come se ci fosse un lutto nazionale».
«Propongo che in occasione del 2 giugno – ha concluso – tutti i rappresentanti politici e dei partiti della Città si raccolgano intorno all’alzabandiera e al tricolore».

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