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sabato, 13 Luglio 2024

Nursind diffida Inail: “Respinte le richieste di infortunio sul lavoro degli infermieri contagiati”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Una lettera di diffida con riserva di procedere per vie legali se la situazione non cambierà. E’ il contenuto della missiva che il sindacato degli infermieri di Torino Nursind ha inviato all’Inail, che non avrebbe riconosciuto come infortunio i casi di infermieri che si sono ammalati sul lavoro di Coronavirus.

Infatti, secondo quanto stabilito con Decreto del 17 marzo 2020 contrarre il Covid-19 sul posto di lavoro equivale a infortunio e come tale deve essere trattato dall’Ente. Ma come denuncia lo stesso sindacato sono giunte “numerose segnalazioni in merito all’opposizione da parte dell’Inail di Torino ad accogliere le numerose richieste di apertura di infortunio degli operatori sanitari dipendenti pubblici e privati che risultano positivi al tampone SARS-CoV- 2”.

“Si segnala – prosegue Nursind nella lettera inviata per conoscenza anche alle Asl e alla Regione Piemonte – che nonostante il datore di lavoro invii tempestivamente la certificazione dell’infortunio all’Inail, che nella maggioranza delle situazioni riguarda casi conclamati di esposizione degli operatori al virus, lo stesso Istituto di Torino respinga la richiesta, rimandandolo all’art.19 comma 1 del D.L 02/03/2020 n.9. Tutto ciò premesso, la scrivente O.S. chiede di adempiere a quanto previsto dall’istruzione operativa n. 60010.17 del 17/3/2020. In caso contrario, la scrivente O.S. si riserva di adire le vie legali”.

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