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sabato, 18 Maggio 2024

Non possono esserci equivoci nella difesa della legalità

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Lo sgradevole episodio accaduto mercoledì scorso a Torino in via Chiesa della Salute, dove si è verificata un’aggressione nei confronti di vigili urbani che avevano multato una macchina in sosta in doppia fila, da parte di due fratelli titolari di una panetteria adiacente che protestavano «per la mancanza di sensibilità da parte dei civic», insultandoli perché le multe spaventavano i loro clienti danneggiando i loro affari, considerata la crisi che ha colpito tutto il settore del commercio, merita una riflessione.
Sarà il magistrato di turno, domani venerdì, a valutare i fatti, essendo uno dei due panettieri in stato di fermo agli arresti domiciliari.
Vengono spontanee, leggendo la cronaca de La Stampa, che ha fornito due versioni di ciò che è accaduto, dando ragione ad entrambi gli schieramenti, alcune considerazioni.
Incontestabile risulta la violazione del codice stradale per la macchina lasciata in doppia fila, di conseguenza l’elevazione della multa. Incontestabile è stato il rifiuto da parte di uno dei due panettieri protestatari di fornire le proprie generalità ai vigili, come risulta da entrambe le versioni fornite dal giornale. Incontestabile che una vigilessa della pattuglia nel tafferuglio sia rimasta contusa (quattro giorni di guarigione). Incontestabile che alcuni cittadini presenti alla scena abbiano parteggiato per i panettieri gridando insulti contro i vigili troppo severi.
Prima considerazione. L’episodio evidenzia il clima di intolleranza, di litigiosità, di violenza che aleggia ormai da troppo tempo sotto il cielo italico, di conseguenza l’osservanza delle regole del vivere civile e soprattutto il rispetto delle leggi sono diventati degli optional.
Seconda considerazione. Il “Buongiorno” dedicato dal vice direttore de La Stampa all’episodio ci ha lasciati molto, molto perplessi. Non abbiamo mai nascosto la stima che riscuote su queste colonne Massimo Gramellini per l’intelligenza e la professionalità, tanto che il 5 novembre scorso abbiamo “rubato” un suo “Buongiorno” dedicato alla giovane donna americana malata terminale di cancro al cervello che ha scelto l’eutanasia, in cui il vice direttore direttore del quotidiano torinese criticava aspramente la voce vaticana che aveva definito quel gesto «privo di dignità».
Su certi temi, su alcuni fatti non si può concedere nulla, anche se si tratta di vox populi. Non dobbiamo insegnare niente a nessuno, tanto più a colleghi come Gramellini: ma la funzione pedagogica nel giornalismo e nella politica, di cui ci parla Antonio Gramsci nei confronti delle masse (compresi i panettieri) non lascia spazi agli equivoci o alla doppiezza.
Non è un caso che il “balilla della Sala Rossa” Maurizio Marrone abbia definito il lavoro dei vigili urbani di Torino «degno dei metodi del regime coreano». Quelli del nord o quelli del sud? Attendiamo la precisazione.

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