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	<title>I corsivi del Corsaro Archivi - Nuova Società</title>
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	<description>Cronaca, Politica, Economia, Cultura, Torino, Piemonte.</description>
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	<title>I corsivi del Corsaro Archivi - Nuova Società</title>
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		<title>A&#8217; comparsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 08:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Che faccio io??? A&#8217; comparsa?? &#8230;Ah, ah, ah, io so&#8217; attore, regolare iscritto ar colocamento, all&#8217;ocorenza stunt-man in scene pericolose, e quando dico scene pericolose, me riferisco a: scene di crollo, terremoti, inabissamenti, stupro, tutto!! te bbasta!!» Lo so a chi vi ha fa pensare la frase di prima mattina, con le orecchie già incollate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Che faccio io??? A&#8217; comparsa?? &#8230;Ah, ah, ah, io so&#8217; attore, regolare iscritto ar colocamento, all&#8217;ocorenza stunt-man in scene pericolose, e quando dico scene pericolose, me riferisco a: scene di crollo, terremoti, inabissamenti, stupro, tutto!! te bbasta!</em>!»</p>
<p>Lo so a chi vi ha fa pensare la frase di prima mattina, con le orecchie già incollate a radio-odio, cioè alla vocina felpata di un ex ministro dell&#8217;Interno che un giorno sì e un altro ancora sparla di tutti, pur a rischio indigestione di rabbia, livore e rancore.</p>
<p>Ora se l&#8217;è presa con Er meio di Maio, il sodale di ieri e con il povero Conte, che considerava il suo personalissimo burattino. Dopo l&#8217;accordo di Malta, ha strepitato che delle loro chiacchiere non gli interessa nulla&#8230; Già come se prima avesse dimostrato un minimo di interesse confuso dal suo ego smisurato e minaccioso che si preparava a rivendicare tutto il potere, pronto a difendere sul bagnasciuga la sovranità degli italiani dall&#8217;assalto dei &#8220;moru&#8221;.</p>
<p>La frase non è però sua e non soltanto per la parlata romanesca. È di Oscar Pettinari, alias Carlo Verdone nel film &#8220;Troppo forte&#8221;. Lui, l&#8217;ex, tuttalpiù, oggi più che comparsa è una scomparsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Indimenticabile Pasquaretta</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/indimenticabile-pasquaretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2019 17:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come in quegli incubi che ha volte ritornano nelle nostre peggiori fasi Rem, così oggi pomeriggio in Sala Rossa è rimbalzato il nome di uno cui nessuno avrebbe mai voluto chiedere nulla: Pasquaretta. Quante ironie, ricorderete, ha offerto quel buon Sancho Panza, Er guardiano der pretorio, promosso braccio destro e sinistro di Nostra Signora Appendino, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come in quegli incubi che ha volte ritornano nelle nostre peggiori fasi Rem, così oggi pomeriggio in Sala Rossa è rimbalzato il nome di uno cui nessuno avrebbe mai voluto chiedere nulla: <strong>Pasquaretta</strong>. Quante ironie, ricorderete, ha offerto quel buon Sancho Panza, Er guardiano der pretorio, promosso braccio destro e sinistro di <strong>Nostra Signora Appendino</strong>, poi finito nel nulla, dopo essersi illuso di essere qualcosa. Invece oggi, alla ripresa dell&#8217;attività politica in Sala Rossa, a dimostrazione che il suo nome è leggenda, il nostro ha rivissuto un nano secondo da leone.</p>
<p>Merito, indiretto, se vogliamo, del consigliere comunale grillino <strong>Antonio Fornari</strong>, che ad un certo punto si è impaludato in un discorso senza ritorno, uno di quei ragionamenti impossibili che i politici non dovrebbero mai avere l&#8217;ardire di affrontare: l&#8217;anagrafe. Tanto più se la questione riguarda una &#8211; l&#8217;assessore all&#8217;Innovazione<strong> Paola Pisano</strong> &#8211; che ha deciso di mollare baracca e burattini per spiaggiarsi sul nuovo governo Conte 2 come ministra al Digitale.</p>
<p>Invece Fornari, intrepido, impavido, per la serie <em>&#8220;sparatemi pure al petto, tanto ho la vestaglia da camera di Nembo Kid&#8221;</em>,  non ha esitato a incrociare il fuoco nemico, dissertando degli agi che gode il cittadino torinese quando deve ottenere un documento, tra le ironie e le facezie delle opposizioni, cui non sembrava neppure vero di piazzare battute anche a casaccio, sventagliate a raffiche come a scuola, con la certezza di andare a segno. Fino all&#8217;incredibile, imprevedibile, coup de theatre con cui Fornari se ne è uscito per convincere l&#8217;annoiata platea di consiglieri della bontà delle sue argomentazioni: <em>&#8220;una mia amica mi ha detto che&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Povero Fornari, non ha avuto il tempo di far vedere la faccina da emoticon con cui la sua amica gli garantiva la qualità dell&#8217;anagrafe, che dalla parte opposta si è levato un grido sovrumano: <em>&#8220;era Pasquaretta&#8230;&#8221;</em>. Il resto lo si può immaginare.</p>
<p>Nell&#8217;ilarità generale, i grillini si sono rintanati sotto i banchi, ancora e letteralmente sotto shock, terrorizzati all&#8217;idea di vederlo ritornare, mentre le opposizioni sogghignavano ciniche e feroci. L&#8217;unica a non dare segni di vita, indifferente al dibattito, è stata Nostra Signora Appendino: era troppo immersa a compulsare freneticamente il cellulare, come ai vecchi tempi, quando dall&#8217;altra parte c&#8217;era Lui&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;autodistruzione</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/lautodistruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 09:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tu che l&#8217;hai conosciuto, ti spaventa il clima di odio che c&#8217;è di nuovo in Italia? «Mi fa orrore. Guarda, io leggo i titoli dei giornali e non vado più all&#8217;interno perché ho orrore per quello che può succedere di nuovo. Che qualcuno cominci di nuovo a sbagliare la strada. Speriamo che la sbaglino in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tu che l&#8217;hai conosciuto, ti spaventa il clima di odio che c&#8217;è di nuovo in Italia?</p>
<p><em>«Mi fa orrore. Guarda, io leggo i titoli dei giornali e non vado più all&#8217;interno perché ho orrore per quello che può succedere di nuovo. Che qualcuno cominci di nuovo a sbagliare la strada. Speriamo che la sbaglino in pochi. In  politica, come nel resto della vita, non è possibile solo apparire, per essere. Per farlo si cerca di sorprendere, spesso attivando sentimenti non virtuosi delle persone. Come la paura e l&#8217;odio. Immagini Togliatti, Nenni, Moro, La Malfa che si dicono le parolacce in televisione, che fanno i divi? Non sono un nostalgico dei tempi andati, il presente mi interessa, ma sono un convinto assertore dei valori fondanti la politica e la vita</em>».</p>
<p>Ho voluto riprendere per intero un passaggio dell&#8217;intervista di <strong>Walter Veltroni</strong> a <strong>Giuliano Montaldo</strong>, indimenticabile regista di <em>&#8220;Sacco e Vanzetti&#8221;</em>, apparsa sul <strong>Corriere della Sera</strong>. Mi sembra che possa diventare il manifesto delle preoccupazioni vissute da una parte degli italiani in questa strana estate, quando il &#8220;capitano&#8221;, dopo mesi di narcisismi, estremismi e aggressioni verbali a mondo e dintorni, si è fatto &#8220;caporale&#8221;, come un <strong>Hitler</strong> qualunque, ha chiesto i pieni poteri, confondendo le sue notti (troppe) dei selfie per la &#8220;notte dei lunghi coltelli. Classica e puntuale riproposizione della Storia da dramma in farsa. E Matteo Salvini non poteva mancare questo appuntamento.</p>
<p>Un&#8217;occasione troppo ghiotta per chi ha scelto di apparire per essere, a costo di confondere la strada e di farla sbagliare a tanti, ignari che dall&#8217;odio e dalla paura nasce anche l&#8217;autodistruzione.</p>
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		<title>La ritirata di Russia</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/la-ritirata-di-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 15:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il coraggio, uno, se non ce l&#8217;ha, mica se lo può dare», mette in bocca Alessandro Manzoni a don Abbondio in un celebre capitolo de I Promessi Sposi. Pensiero inevitabile suggerito dalla ritirata precipitosa del padrone del Viminale Matteo Salvini, dinanzi al Russiagate verde bile. Ma il ministro dell&#8217;Interno non deve disperare. Gli italiani sono noti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Il coraggio, uno, se non ce l&#8217;ha, mica se lo può dare</em>», mette in bocca Alessandro Manzoni a don Abbondio in un celebre capitolo de I Promessi Sposi.</p>
<p>Pensiero inevitabile suggerito dalla ritirata precipitosa del padrone del Viminale <strong>Matteo Salvini</strong>, dinanzi al Russiagate verde bile. Ma il ministro dell&#8217;Interno non deve disperare. Gli italiani sono noti in tutto il mondo per lo stoicismo con cui sanno affrontare le ritirate militari, da Caporetto alla Russia e a El Alameinel, dando il meglio di sé. Lui gode poi di un altro vantaggio: potrà trarre le giuste contromisure dalle vicissitudini dei tanti buontemponi arroganti con i deboli e sempre in fuga con i forti che hanno lasciato più di un&#8217;orma sul suolo terrestre. E l&#8217;Italia ha un vasto repertorio passato e recente sul tema, da cui Lui potrà attingere amenamente per evitare di ritrovarsi nella disgrazia solo, disperato e in mare aperto. In caso estremo, gli potrà sempre venire in soccorso una Sea Watch al comando di chi ha il vizio di salvare &#8220;prima&#8221; la razza umana.</p>
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		<title>Resipiscenza di Nostra Signora</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/risipiscenza-di-nostra-signora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 16:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nostra Signora Appendino ha deciso che la ricreazione è finita. Nel giro di poche ore ha licenziato il suo vice Guido Montanari e inviato un ultimatum al Movimento sociale Cinquestelle che la sostiene. In sostanza: se il buon senso non ritornerà a circolare liberamente tra i banchi della Sala Rossa scaldati dai pasdaran grillini, ipso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nostra Signora Appendino ha deciso che la ricreazione è finita. Nel giro di poche ore ha licenziato il suo vice Guido Montanari e inviato un ultimatum al Movimento sociale Cinquestelle che la sostiene. In sostanza: se il buon senso non ritornerà a circolare liberamente tra i banchi della Sala Rossa scaldati dai pasdaran grillini, ipso facto Lei chiuderà anzitempo la consiliatura.<br />
Tre anni dunque le devono essere apparsi sufficienti per riportare la politica dallo stadio primitivo delle battute ad effetto dei suoi assessori, dei dispetti e delle irrazionalità misurate un tanto a sciocchezza dei consiglieri pentastellati, dei collaboratori scelti tra improbabili monaci e veri pitbull, entrambi protagonisti (Giordana e Pasquaretta) di brutte figure mitiche, ad uno stadio adulto. Bentornata sindaca Chiara Appendino. Ora governa.<br />
E nel giorno dei grandi ritorni, mi sembra doveroso il plauso ai compagni di Meranda, che di domenica hanno trionfato sui quotidiani, dagli Urali al Potomac.<br />
Il signor Gianluca Meranda, come è ora noto, non è più un anonimo avvocato, massone dichiarato, in corsa per la mezz&#8217;ora di celebrità nel Russiagate in salsa verde. Se risulterà vero tutto quello che è stato detto e scritto in questi giorni, potremmo  &#8211; il condizionale è d&#8217;obbligo-  persino sostenere di rivedere nei compagni di Marenda l&#8217;antico e potente sodalizio massonico che in Italia, a decenni alterni, vuole rifondare a propria immagine e somiglianza il nostro Paese. Somiglianze pericolose, per la verità. Come quella che aveva in mente il pistoiese Licio Gelli, il capo della P2, che da promotore della Permaflex univa l&#8217;utile al dilettevole: vendeva i suoi materassi alle Forze Armate e cercava di corromperne i vertici per le sue trame eversive, coinvolgendo Servizi segreti, mentre intrallazzava beatamente con Roberto Calvi, &#8220;il  banchiere di Dio&#8221;, a quel mefitico tavolo su cui giocavano anche il banchiere di Cosa Nostra Michele Sindona e sua Eminenza Marcinkus, il cardinale dello Ior, il cuore finanziario del Vaticano e ultimo il playfaccendiere Flavio Carboni.<br />
Ma riletti a grande distanza da quegli avvenimenti, gli anni Settanta e Ottanta, quei nomi, quella squadretta di seri criminali, portano ad escludere che vi sia somiglianza con il presente.<br />
È noto: la storia si declina nelle sue ripetizioni da dramma a farsa. E con i compagni di Marenda che raccolgono il meglio della comicità politica, da quel Savoini che nella fisiognomica delle tempie ricorda molto da vicino il ministro della Propaganda nazista Goebbels (perfettamente in linea con le sue simpatie, peraltro) alla corte che circonda Salvinman, la farsa, infatti, è quotidianamente assicurata.<br />
Al dramma, invece, ci pensa in servizio permanente effettivo il destino dell&#8217;Italia.</p>
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		<title>Castrazione politica</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/castrazione-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2019 15:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prendo, come sempre più spesso mi accade per la vecchiaia, alla lontana. Nel 1961 un famoso film, &#8220;Vincitori e Vinti&#8221;, di Stanley Kramer, interpretato da un magistrale Spencer Tracy, da un superlativo Montgomery Clift e un superbo Burt Lancaster, irruppe nelle nostre sale cinematografiche mostrandoci, nella cornice dei processi di Norimberga, il volto disumano dell&#8217;ideologia nazista [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La prendo, come sempre più spesso mi accade per la vecchiaia, alla lontana. Nel 1961 un famoso film, <em>&#8220;Vincitori e Vinti&#8221;</em>, di <strong>Stanley Kramer</strong>, interpretato da un magistrale <strong>Spencer Tracy</strong>, da un superlativo <strong>Montgomery Clift </strong>e un superbo <strong>Burt Lancaster</strong>, irruppe nelle nostre sale cinematografiche mostrandoci, nella cornice dei processi di Norimberga, il volto disumano dell&#8217;ideologia nazista ai danni degli stessi tedeschi.</p>
<p><strong>Montgomery Clift</strong> vi interpretava il ruolo di un uomo affetto da uno scompenso psichico, risolto dai nazisti per evitare contaminazioni future con la sterilizzazione.<br />
Non ho potuto non ritornare su quella pellicola alla lettura delle cronache sul summit di <em>Er Meio</em> Di Maio con <strong>Nostra Signora Appendino</strong>, in cui la seconda non ha fatto mistero della sua intenzione di &#8220;sterilizzare&#8221; il suo vice <strong>Guido Montanari</strong>, troppo farfallino nel dire ciò che pensa. Non nego di aver provato un certo imbarazzo per l&#8217;uso disinvolto con cui verbo e lemma sono stati usati dalla <strong>Appendown</strong>, davvero sempre più giù. Ma il fine giustifica i mezzi dunque anche le parole seguono questo triste destino.</p>
<p>Insomma, Montanari dovrà e verrà messo nella condizione di non nuocere. E magari, grazie anche alla castrazione politica, di non procreare altri adepti del suo stampo.</p>
<p>Precauzioni comprensibili quelle di Nostra Signora Appendino visto i risultati del grillismo modello <em>&#8220;vaffa&#8221;</em>. Ma Lei con quali voti pensava di essere stata eletta, soltanto con quelli dei nipotini dalla svastica facile che di sterilizzazioni se ne intendono?</p>
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		<title>Il bibitaro</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/il-bibitaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2019 17:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fantastica, quanto illuminante, la vignetta di Elle Kappa su Repubblica, che in due tavole fa sintesi del fondo toccato dal nostro Paese. Nella prima, un omino animoso, che non si fatica a capire anche accidioso, scarica il suo malessere parlando nel vuoto (e forse a vuoto): &#8220;&#8230;E così gli ho detto, no alla Tav, costi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fantastica, quanto illuminante, la vignetta di Elle Kappa su Repubblica, che in due tavole fa sintesi del fondo toccato dal nostro Paese.<br />
Nella prima, un omino animoso, che non si fatica a capire anche accidioso, scarica il suo malessere parlando nel vuoto (e forse a vuoto): <em>&#8220;&#8230;E così gli ho detto, no alla Tav, costi quel che costi!&#8221;</em>. Nella seconda, l&#8217;omino che sporge la lattina di un dissetante,  dice <em>&#8220;&#8230;Ecco signorì, fanno due euro&#8221;</em>, l&#8217;interlocutore (di profilo) lo liquida  con un innato senso della gentilezza: <em>&#8220;&#8230; E scansati che non vedo la partita&#8230;&#8221;</em>.<br />
A questo punto, considerato l&#8217;argomento, la sincopata  dialettale e il lavoro del passato agli stadi di una stella del firmamento politico, chi è il bibitaro?<br />
Secondo quesito: lo sgraziato amante del calcio non ci ricorda molto da vicino chi in questo Paese si occupa di tutto senza sapere di nulla, con la stessa disinvoltura di un caudillo d&#8217;avanspettacolo?<br />
Le risposte non dovrebbero risultare impossibili. Impossibile ci sembra invece la possibilità che l&#8217;Italia sopravviva a quei due.</p>
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		<title>Consolatevi con i droni</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/consolatevi-con-i-droni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 17:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nostra Signora Appendino, insieme al Movimento sociale Cinquestelle, ora si consolerà con i suoi droni per la festa di San Giovanni. Viste dall&#8217;alto, anche le mortificazioni, come le persone, le appariranno in formato ridotto. Si dirà: la coerenza ha un prezzo. E la sindaca Appendino, sostenuta dalle sue schiere grilline, non vi ha voluto rinunciare. Lei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nostra Signora Appendino, insieme al Movimento sociale Cinquestelle, ora si consolerà con i suoi droni per la festa di San Giovanni. Viste dall&#8217;alto, anche le mortificazioni, come le persone, le appariranno in formato ridotto. Si dirà: la coerenza ha un prezzo. E la sindaca Appendino, sostenuta dalle sue schiere grilline, non vi ha voluto rinunciare. Lei crede nella decrescita felice e quale migliore opportunità nel perdere le opportunità migliori per dare forma al suo progetto.<br />
Hic rhodus, hic salta, dicevano i latini, nel sostenere la necessità di dimostrare immediatamente le proprie affermazioni e convinzioni. Lei non si è fatto pregare e si è staccata dalla locomotiva di Milano e Cortina che le Olimpiadi, all&#8217;opposto, le hanno vinto.</p>
<p>Il Cio ha deciso oggi pomeriggio: l&#8217;Italia ospiterà i giochi olimpici nel 2026, vent&#8217;anni dopo quelle di Torino, città che se le guarderà in televisione.<br />
Così, al netto dei saltatori di professione giubilanti ad ogni successo davanti alle telecamere, stoici e indifferenti alle intemperie del tempo su articolazioni e pelle (con o senza la chirurgia plastica), oggi l&#8217;orgoglio dei torinesi è stato messo a dura prova.</p>
<p>Più di uno avrà pensato: avremmo potuto saltare anche noi, e senza tante fumisterie latine. Invece, tocca ancora ricorrere all&#8217;antico aplomb sabaudo, che Nostra Signora Appendino ha prontamente interpretato con le congratulazioni inviate ai colleghi sindaci Sala e Ghedina.</p>
<p>Stavolta l&#8217;onore è soltanto dei vincitori.</p>
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		<title>Schwanzstuck</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 16:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;iperattivismo del Salvinman ricorda ormai molto da vicino uno dei più famosi ed esilaranti dialoghi del film Frankestein junior. Quello in cui Inga chiede tutta interessata al dottor Frederick se la &#8220;creatura&#8221; avrà organi tutti più grandi del normale, per poi concludere tutta eccitata, all&#8217;affermazione positiva del suo interlocutore: &#8220;Allora avrebbe un enorme schwanzstuck&#8221;. &#8220;Questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;iperattivismo del Salvinman ricorda ormai molto da vicino uno dei più famosi ed esilaranti dialoghi del film Frankestein junior. Quello in cui Inga chiede tutta interessata al dottor Frederick se la &#8220;creatura&#8221; avrà organi tutti più grandi del normale, per poi concludere tutta eccitata, all&#8217;affermazione positiva del suo interlocutore: <em>&#8220;Allora avrebbe un enorme schwanzstuck&#8221;. </em></p>
<p><em>&#8220;Questo è evidente&#8221;</em>, replica tutto compassato lo scienziato, che così si guadagna la freddura del gobbo Igor: <em>&#8220;Diventerà molto popolare&#8221;</em>. Più o meno quello che ha deciso il già molto popolare Salvinman nel fare e disfare, soprattutto disfare, la nostra povera Italia. L&#8217;infaticabile ministro dell&#8217;Interno, infatti, è come se avesse tutto davvero sovradimensionato: cuore, polmoni, fegato, reni, organi che usa senza riserve e risparmio, occupandosi di tutto, come è già stato rilevato, dalla politica estera a quella economica, al sociale, alla difesa.</p>
<p>La scienza, però, non è ancora in grado di dirci con assoluta certezza se questo dilatazione degli organi investa anche il cervello. Un &#8216;interrogativo non secondario, che fa seguire la vera paura degli italiani: se la materia grigia non ha subito sostanziosi aumenti di peso per fronteggiare il surmenage professionale di Salvinman, non si corre il rischio che lo schwanzstuck, fuori controllo, prenda direzioni pericolose&#8230; ?</p>
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		<title>Non vedo, non sento, non parlo</title>
		<link>https://nuovasocieta.it/non-vedo-non-sento-non-parlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2019 14:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I corsivi del Corsaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che strano Paese è l&#8217;Italia: nessuno sa quanto gli accade attorno. E se qualcuno sa, allora mente, depista, crea prove artificiose, come nei casi degli orribili delitti di Falcone e Borsellino. E, per rimanere a Cosa Nostra, se qualcuno decide di vuotare il sacco per sgravarsi la coscienza, viene fatto passare per matto, come il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che strano Paese è l&#8217;Italia: nessuno sa quanto gli accade attorno. E se qualcuno sa, allora mente, depista, crea prove artificiose, come nei casi degli orribili delitti di Falcone e Borsellino. E, per rimanere a Cosa Nostra, se qualcuno decide di vuotare il sacco per sgravarsi la coscienza, viene fatto passare per matto, come il primo pentito di mafia, Leonardo Vitale. O come Tommaso Buscetta, il narratore dei segreti dell&#8217;Onorata società, delegittimato non appena aprì le pagine dei mostruosi capitoli del rapporto tra mafia e politica.</p>
<p>Potremmo continuare all&#8217;infinito, a ritroso nel tempo, dall&#8217;Unità d&#8217;Italia ad oggi, dalle storie crudeli di brigantaggio dell&#8217;Ottocento al banditismo separatista siciliano e a quello sardo, dai tentati colpi di Stato alla Strategia della tensione ai terrorismi di matrice fascista e rossa. Lo scrigno degli scandali finanziari ed economici, poi, è particolarmente ricco, e negli ultimi decenni si è dilatato alla velocità della luce.</p>
<p>Nessuno sa. Per incredibile possa apparire, il nostro Paese ha conosciuto anche ministri cui regalavano eleganti appartamenti in zone storiche di Roma a loro insaputa. Non deve dunque stupirci se un pitbull, pur di arrotondare il suo magro stipendio, si sia messo ad abbaiare all&#8217;insaputa di Nostra Signora Appendino. Lei era così affaccendata a non sapere, che ha finito anche per non sentire. In fondo, come si suol dire, occhio che non vede, orecchio che non sente, cuore che non duole. Almeno fino a ieri, in Procura.</p>
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