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venerdì, 28 Gennaio 2022

Mereu (Partito Comunista): “E’ il momento di rimettere al centro dello sviluppo del Paese i lavoratori e le lavoratrici”

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Giusi Greta Di Cristina
Siciliana, laureata in Lingue, mi occupo di politica estera da dieci anni. Specialista in Scienze Internazionali all'Università degli Studi di Torino, curo un blog ne "L'Antidiplomatico" e collaboro con la casa editrice NovaEuropa di Milano.

Un caldo 2 giugno in piazza Vittoria, a Torino. Un quartiere popolare come altri ce ne sono e che il Partito Comunista ha scelto per affrontare questa giornata dalla prospettiva dei lavoratori, dei disoccupati, delle classi più deboli della società cittadina. Una piazza piena di bandiere rosse, di militanti di ogni età, di curiosi e simpatizzanti, nonostante il caldo e la festività della giornata, segno questo della necessità di ascoltare, di incontrarsi, di far chiarezza rispetto ai temi chiave di questo complicato momento che il nostro Paese sta vivendo, dando spazio e voce proprio a chi le difficoltà le sta scontando sulla sua pelle. 

Tanti gli interventi: da Massimiliano Calvo operaio metalmeccanico a David Penza lavoratore autonomo del commercio, al video messaggio del segretario generale del Partito, Marco Rizzo. Estremamente energico l’intervento del segretario regionale Matteo Mereu: “Dopo tre mesi dallo scoppio della pandemia avrei voluto parlarvi di un Paese diverso”. Al contrario, il segretario generale del PC passa in rassegna le storture del sistema Italia, o per meglio dire, del sistema capitalista italiano, che anche nell’immenso dramma causato al popolo italiano dal Covid-19 ha pensato a garantire gli introiti delle multinazionali e dei potentati economici, anche mettendo a rischio la vita dei lavoratoti e delle lavoratrici nelle zone dove il virus si è manifestato con più violenza e coi più tristi risultati.

Mereu ha ricordato tutte le scelte sbagliate dei ministri, dall’Istruzione agli Esteri, dal Lavoro all’Economia le cui scelte errate ricadranno ancora per lungo tempo sulla vita degli italiani. Si è sottolineata l’ipocrisia del nostro Governo rispetto ai Paesi da cui ha ricevuto gli aiuti necessari per uscire dal momento peggiore dell’infezione, Cuba e Russia in particolare, verso i quali si mantengono sanzioni e blocchi economici in ossequio all’atlantismo, così come si è denunciata la finta bontà dei meccanismi messi in atto dall’UE.

Durissime le parole del Segretario contro le istituzioni cittadine, colpevoli di non esser riuscite a sostenere le fasce deboli e le famiglie rimaste senza un euro: esattamente come nel centro del potere, anche nelle amministrazioni delle città si dà priorità alle richieste dei super imprenditori, lasciando indietro quelli piccoli, che aspettano soldi e garanzie che non arriveranno mai. 

“ (…) gli Agnelli prima e i Benetton poi chiedono e ottengono garanzie miliardarie da dividersi con i propri azionisti”. E ancora: “Non è immaginabile che nella Città di Eataly e Slowfood ci siano diecimila famiglie che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. E mentre tutto questo avviene, maggioranza e opposizione in Consiglio Comunale battibeccano su chi sarà il prossimo sindaco”, ha energicamente affermato al microfono Matteo Mereu.

Il segretario regionale ha ribadito che l’unica possibilità che si ha di ottenere risultati è rafforzare la struttura e l’organizzazione del Partito Comunista e non cadere nei tranelli dei finti “fronti comuni” che nascono solo per ottenere qualche blando consenso elettorale che nulla gioverebbe alla classe lavoratrice, che ormai ha raggiunto livelli di proletarizzazione sempre più ampi, coinvolgendo anche i lavoratori delle Partite IVA, coi quali è necessario unirsi per un’unica lotta comune. 

Ospite della manifestazione una importante realtà dell’associazionismo di promozione sociale, l’Arci di Torino che è stata ringraziata per il lavoro instancabile portato avanti nei territorio contro la povertà, attraverso le sue sedi e i suoi militanti. In tal senso, il progetto SOCCORSO ROSSO, col quale il PC ha aiutato e aiuta i cittadini più in difficoltà, si propone di interagire e cooperare con queste realtà e in occasione della giornata del 2 giugno è riuscita a raccogliere una cospicua quantità di beni di prima necessità per queste famiglie torinesi. 

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