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domenica, 21 Luglio 2024

Marchionne e il piano Fiat-Chrysler: “Nessun lavoratore a casa”. Airaudo, Sel: “Non ci sono i soldi per gli investimenti”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Si gonfia il petto sotto il maglioncino blu dell’amministratore delegato di Fiat-Fca Sergio Marchionne mentre glorifica le sue gesta e i suoi piani: Pieno utilizzo della struttura di Pomigliano, produzione Jeep a Melfi, investimenti per Mirafiori, Grugliasco e Cassino. E, soprattutto, l’obiettivo di non mandare nessun lavoratore a casa, nessun licenziamento e la reintegrazione dei cassaintegrati.
Insomma questo in sintesi il piano 2014-2018 di Fiat-Chrysler, che parla di rilancio della produzione in Italia e di investimenti.
Il presidente John Elkann ha parlato di una giornata «più che positiva per l’Italia» e Marchionne ha evidenziato: «Siamo impegnati a non mandare nessuna a casa, a non licenziare». «Quando arriverà l’industrializzazione dei prodotti rientreranno tutti quanti», ha aggiunto.
Soddisfazione anche dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Un segnale molto positivo».
A Detroit mancano la Fiom e la Cgil, i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
«Oggi si è chiuso un cerchio di un’azione sindacale responsabile e possiamo guardare positivamente al futuro», ha dichiarato il segretario generale Giuseppe Farina. «Siamo riusciti – ha aggiunto il segretario nazionale Fim, Ferdinando Uliano – a difendere l’occupazione e gli stabilimenti e creare le condizioni per portare investimenti nel nostro Paese». «Tutto è cominciato da Pomigliano: oggi, a Detroit, viene confermata la validità di quella scelta. I modelli che si svilupperanno nel nostro Paese ci consentono di esprimere un giudizio positivo sul piano industriale e sulle prospettive di Fca», ha detto Paolo Carcassi, segretario confederale Uil.
«Si è aperta davvero una nuova fase fatta di investimenti globali a livello internazionale e specifici per l’Italia che lasciano ben sperare. Il piano assicura almeno 10 miliardi di euro solo per l’Italia», ha affermato Eros Panicali, segretario nazionale Uilm. «Un libro totalmente nuovo – ha sottolineato invece il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo – di cui i lavoratori italiani vogliono scrivere le pagine più belle. Si confermano cosi’ le migliori attese della vigilia. Altro che la Fiat che lascia l’Italia, altro che la Chrysler che compre la Fiat». L’Ugl parla infine di «investimenti significativi che lasciano ben sperare per il futuro degli stabilimenti italiani».
Insomma tutti incantanti e pendenti dalle labbra di Marchionne, l’unico a frenare e a riportare tutti con i piedi per terra è Giorgio Airaudo, deputato di Sel: «Questa volta è un piano globale ma non dimentichiamo che tutti gli otto piani presentati da Marchionne in Italia non si sono mai conclusi. Sono stati sempre rinviati nei tempi e negli effetti e ridotti negli investimenti. Il dubbio nasce dai precedenti». «Non si capisce come possa pagare tutti gli investimenti», osserva.
Quanto all’Alfa «già nel 2010 Marchionne indicò l’obiettivo di mezzo milione per il 2015, speriamo che questa volta l’obiettivo di 400.000 nel 2018 possa essere raggiunto».
«In tutti i casi – sostiene il deputato di Sel – si allungano i tempi per il rientro dei lavoratori, a Mirafiori era previsto entro il 2014 e ora si passa al 2018, grazie al sistema italiano della cassa integrazione che Marchionne critica ma non abbandona». Infine Airaudo definisce i sindacati che sono stati invitati a Detroit «ospiti stranieri in Usa: viene da pensare che Marchionne anticipi Renzi nell’intenzione di andare oltre il sindacato. Hanno diritto d’applauso, ma non di critica».

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