di Paolo Sollecito
C’è un motivo per cui la critica ai meccanismi di delega emerge solo in alcuni momenti storici e sparisce in altri.
La ragione è che proprio sulla delega i regimi di tutto il mondo, siano essi democratici o meno, fondano la loro sopravvivenza.
Senza la delega tutto cambia, perché le azioni emergono dalla base, dal popolo o da settori di esso.
La legge Basaglia, ad esempio, non fu una presa di coscienza della politica del Palazzo, ma la conseguenza di un processo nato dai manicomializzati e dai medici, dai parenti e dai movimenti extraparlamentari.
Ogni cambiamento reale nella storia è stato mosso da trasformazioni che nascevano nella società o nei popoli locali. Quando avveniva il contrario, si trattava di momenti storici in cui i militari o gruppi golpisti prendevano il potere e imponevano in modo unilaterale la propria volontà.
Ma nel nostro Paese la delega è quasi un’icona nazionale.
La rabbia, anche quella che si trasforma in violenza, si ammansisce subito di fronte al Berlusconi, Grillo o Renzi di turno, come se per miracolo tutto potesse cambiare in un istante.
Anche per questo motivo la retorica delle promesse che viene quotidianamente propinata, è ben calibrata in tutta la classe politica.
A fronte di una straordinaria incompetenza nei fatti, abbiamo cresciuto leader maghi della comunicazione, sciamani del nulla, ma con una strordinaria capacità di sedurre.
Ora è il turno di Renzi, ma attribuirgli tutta la colpa delle cose appena scritte sarebbe sbagliato.
Se responsabilità c’è, è nostra. Della società tutta che continua a perpretare i meccanismi di delega, a fronte dell’evidente incapacità della politica eletta di produrre qualsivoglia cambiamento.
Ed è da questa responsabilità che si deve partire se si vuole veramente emergere dal pantano nazionale nel quale ci siamo ficcati.
Il fatto è costa fatica, e quando si è abituati a delegare anche il proprio pensiero, diventa difficile agire.
Ma ci sono tante donne, uomini e ragazzi che la testa la usano e vivono ambiti collettivi dove si produce il cambiamento.
Basta cercarli.
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