La tomba di famiglia di Costigliole d’Asti accoglierà Roberto Sandalo, l’ex esponente di Prima Linea morto per cause naturali nel carcere di Parma, dove si trovava a scontare una condanna a nove anni. A comunicarlo la vedova, che ha avviato le pratiche affinché il corpo del marito venga sepolto accanto ai genitori nel paese natale.
Roberto Sandalo, classe 1957, figlio di un dipendente Fiat, dopo gli studi al liceo Galileo Ferraris di Torino iniziò la militanza in Lotta Continua, da cui fu espulso per l’eccessiva vena violenta dimostrata. Di lì il passaggio all’organizzazione armata Prima Linea, all’interno della quale divenne tristemente famoso con i soprannomi di “Roby il pazzo” e “Comandante Franco”.
Sandalo partecipò ad alcuni tra i più efferati omicidi di quel periodo buio che furono gli anni di piombo, tra cui quelli di Carlo Ghiglieno, dirigente aziendale dell’Olivetti prima e della Fiat poi, freddato mentre si recava al lavoro il 21 settembre del 1979, e di Carmine Civitate ucciso davanti al suo bar nel luglio dello stesso anno.
Catturato il 29 aprile 1980, poco più di un mese dopo dal suo arresto iniziò a collaborare con la polizia rivelando molti dei nomi degli aderenti a Prima Linea e ammettendo non solo gli omicidi cui aveva partecipato ma anche svariati altri crimini di cui l’associazione era responsabile.
Scontò solo due degli 11 anni e 7 mesi di reclusione che gli furono inflitti, poi partì per il Kenia per fare ritorno in Italia solo negli anni ’90. In quel periodo si avvicinò agli ambienti leghisti, salvo poi essere espulso dal partito a seguito della denuncia del deputato Borghezio che ne svelò la vera identità.
Attualmente si trovava in carcere per scontare una pena seguita agli attentati messi a punto nel 2008 contro moschee e luoghi di religione islamica.
di Alessandra Del Zotto
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