Ora che è santo non c’è più bisogno di alcun miracolo che comprovi la sua santità. Eppure l’ex ministro Cecile Kyenge ha pensato bene di chiedere a Karol Wojtyla il miracolo della fotografia. Già, perché l’esponente del partito democratico a caccia di voti nel bacino cattolico ha pensato bene di pubblicare no scatto di lei giovanissima mentre stringe la amano a Papa Giovanni Paolo II sul suo profilo Facebook. Peccato che a occhio nudo si capisca che si tratta di un fotomontaggio.
Le mani del papa sono tre (e nessuno parli di miracolo per favore, ma piuttosto di Photoshop male utilizzato), le figure sono contornate in malo modo e lo sfondo con tanto di specchio che riflette una schiena nera e non quella bianca del pontefice.
A sollevare i dubbi il popolo dei social network che si sono scatenati su Twitter evidenziando la pessima figura dell’ex ministro all’Integrazione.
Immediatamente Cecile è corsa ai ripari e il rammendo è peggio del buco. Infatti la Kyenge sostiene che quella foto incriminata, pubblicata sul suo Facebook, «è una scansione della copia che conserva la mia famiglia, passata evidentemente attraverso troppi adattamenti». Ed ecco apparire un nuovo scatto datato 23 gennaio 1990 che, come sostiene la Kyenge, è stata fatta all’epoca della «mia laurea in Medicina all’Università del Sacro Cuore di Roma».
Ma ormai la frittata è fatta e la figuraccia è di quelle clamorose. La Kyenge però non tema per le sue elezioni, il popolo italiano ha dimostrato più di una volta di essere smemorato e si dimenticherà presto della vicenda. Lei potrà ancora sperare nei voti per entrare in Europa.
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