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venerdì, 24 Maggio 2024

La Chiesa allo specchio

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Le risposte alla consultazione lanciata da papa Francesco sul tema della famiglia, oggetto di dibattito del prossimo Sinodo, dovrebbero ormai essere giunte alla Segreteria vaticana competente per l’elaborazione d’una traccia orientativa dei lavori sinodali. Del loro tenore nulla si saprebbe se alcune Conferenza episcopali europee non avessero reso pubblici i risultati dei loro Paesi.
Da essi emerge il quadro sconcertante d’una chiesa squarciata in due tronconi che procedono ognuno col proprio passo e sordi l’uno all’altro. Clero e popolo ciascuno per la propria strada. Il primo predica alle nuvole le note eterne verità, il secondo sta coi piedi in terra distillando realistica saggezza dal vissuto quotidiano. L’insegnamento dell’uno non incontra la vita dell’altro.
Nulla di nuovo per quanti sono attenti alla realtà della chiesa.
Piuttosto una conferma grazie all’innovativa indagine ideata papa Bergoglio. Interrogati sulla famiglia, luogo privilegiato dell’affettività e della sessualità, credenti e non credenti interessati alla chiesa hanno fatto valanga sommergendo il tradizionale insegnamento ecclessiastico. Solo una minoranza vi si accoda. L’episcopato lussemburghese, di fronte ai risultati dell’indagine, ha dovuto con amarezza ammettere il “crescente divario tra la proclamazione magisteriale della chiesa e la ricezione e l’effetto di questa dottrina tra i membri della chiesa stessa”.
Alle sottigliezze teologiche della gerarchia, si contrappone la ricchezza del senso della fede del popolo credente. Esso sente la chiesa come madre che accoglie ed accompagna nei sentieri spesso contorti e spinosi della vita d’ognuno; non tribunale dove tutto è soppesato e giudicato con l’occhio attento ad un codice astratto e perenne. Nessun codice raccogliticcio a guidare la vita, ma il vangelo che nella sua semplicità ad essa aderisce, rispettoso ed illuminante nelle complessità dell’esistenza.
Una consistente maggioranza di fedeli, dunque, non si riconosce nelle posizioni della gerarchia magisteriale sui problemi che concernono la famiglia. L’esclusione dall’Eucarestia dei divorziati risposati, il rifiuto dell’equiparazione delle coppie di fatto tanto più se omosessuali al matrimonio, l’illiceità di qualsiasi forma contraccettiva non naturale, l’insegnamento sulla sessualità in generale, sono estranei alla mentalità del’uomo contemporaneo, credente incluso, certo non banale se ha risposto all’impegnativa indagine propostagli. Di più: molti ritengono la chiesa incompetente in questo campo, aggiungendo che «per situazioni familiari problematiche la chiesa non ha nessuna risposta vivibile». Dichiarazione drammatica che dice la solitudine del credente nel suo cammino e la condanna senza scampo d’una teologia disincarnata. «I fedeli non capiscono più le argomentazioni della chiesa sulla morale sessuale», confessano i vescovi tedeschi.
Cosa ricavare da questa situazione? 1- Quando si dice “insegnamento della chiesa” si perpetua la confusione tra “chiesa” ed una “gerarchia” che ha avocato a sé la formulazione della dottrina, senza accorgersi del suo isolamento, ignorata dai semplici e dai colti. Quando si aprirà all’ascolto del popolo di Dio? 2- Papa Francesco non è ingenuo né sprovveduto. Ha lunga pratica dell’istituzione. Col sondaggio, oltre a riportarla ad un’attiva comunionalità, forse pensa di coprirsi le spalle per spingere i padri sinodali ad improrogabili cambiamenti dottrinali.3- Tradizione e modernità debbono trovare una conciliazione. La chiesa cammina nella storia. Il punto d’incontro non potrà essere che un vero ritorno al vangelo, come predica Francesco. 4- Forte emerge l’affermazione della libertà della coscienza come giudice ultimo delle scelte di vita in rapporto alla fede ed all’appartenenza alla comunità ecclesiale. Rispettarla anche quando non si allinea alle decisioni gerarchiche non è “uno scriteriato via libera all’arbitrio dei singoli”, come è stato affermato. 5- Se queste posizioni rese pubbliche da alcuni episcopati locali saranno confermate a livello mondiale, la gerarchia ecclesiastica non potrà non prendere atto della schizofrenica situazione in cui versa la chiesa. Basterà un Sinodo ha ricomporne la più che millenaria frattura o s’aprirà la via al III Concilio vaticano già da molti invocato?

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