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venerdì, 12 Luglio 2024

“Io parlo e non discrimino”: firmata la Carta d’intenti contro il sessismo linguistico

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo

Una carta d’intenti per il superamento delle forme discriminatorie nel linguaggio dal punto di vista di genere.  In occasione dell’otto marzo nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi 9) sarà presentata l’iniziativa “io parlo e non discrimino”.  Una carta d’intenti  frutto di un gruppo di lavoro costituito tra diversi enti del territorio: Città di Torino, Città metropolitana di Torino, Consiglio regionale del Piemonte, Regione Piemonte e Università degli Studi di Torino.
Ora si attendono le adesioni di numerosi soggetti pubblici e privati. La carta riprende quanto elaborato in passi successivi dall’Unesco nel 1999, fissando le “linee guida per un linguaggio neutro dal punto di vista di genere”, dal Parlamento Europeo nel 2008 e dalle raccomandazioni del Consiglio d’Europa. Sono le iniziative più significative sviluppate per  combattere il sessismo linguistico. Iniziative a cui si sono affiancati studi e raccomandazioni, anche nel nostro paese che però, a quanto pare, non hanno arrestato un fenomeno che va bel oltre il mero fatto formale  dell’offesa verbale di genere. dell’offesa verbale di genere. Tra questi interventi si segnalano le  “raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana” di Alma Sabatini del 1987.
Anche la prestigiosa Accademia della Crusca ha detto la sua in merito. Gli studiosi  hanno riscontrato uno stretto legame tra l’uso del linguaggio e la disparità sociale di potere. Di conseguenza si tratta di iniziative  che guardano ben oltre gli aspetti verbali perché affermano come un uso appropriato del linguaggio possa  diventare un potente motore per accelerare il cambiamento culturale e riconoscere alle donne uno status formale e sostanziale di piena dignità. Tutto questo mentre il turpiloquio sessista è diventato di casa anche nel nostro Parlamento. Offese e le facili battute verbali  sessiste possono dare origine ad  autentici  drammi per le persone vittime . Non importa se giovani, operaie o parlamentari. Per questo l’impegno è affinché si arrivi alla massima diffusione della Carta. Un appello che riguarda  gli enti pubblici ma anche tutte le aziende private.  Una  battaglia che dovrebbe coinvolgere anche le scuole perche il senso civico si semina fin da piccoli e con le buone testimonianze.

 

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