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venerdì, 21 Giugno 2024

Intesa Sanpaolo è nuda: gli attivisti di Extinction Rebellion si spogliano davanti al grattacielo (VIDEO)

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Sono arrivati in corteo. Un corteo regale: un lungo mantello verde che rappresenta “gli impegni alla sostenibilità che Intesa Sanpaolo rivendica su tutte le sue piattaforme”. Poi gli attivisti di  Extinction Rebellion si sono spogliati davanti al grattacielo per protestare 

Dicono gli attivisti: “dagli Accordi di Parigi ad oggi, la banca torinese ha investito 12 miliardi di dollari in combustibili fossili, continuando a finanziare progetti e aziende legate all’industria del petrolio, carbone e gas naturale”.

Proseguono: “Non basta una timidissima policy per l’uscita dal carbone. Ascoltare la scienza significa interrompere, sin da subito, ogni tipo di investimento in tutte le tipologie di combustibili fossili. Significa lavorare attivamente per portare rapidamente allo zero netto le emissioni climalteranti. I vostri investimenti sui nostri corpi”.

Come detto una trentina di attivisti hanno organizzato un corteo partendo da Piazza Statuto fino al Grattacielo Sanpaolo. Seguendo la metafora del Re Nudo, il corteo è stato inaugurato all’arrivo di un’attivista con una grande testa di cartapesta, con la corona reale e con un mantello verde di circa 15 metri su cui sono stati stampati gli impegni alla sostenibilità che Intesa Sanpaolo continua a rivendicare su tutte le sue piattaforme. T

ra musica e cori, il corteo è poi giunto alle porte del Grattacielo Sanpaolo, dove Extinction Rebellion aveva già messo in atto un’altra azione lo scorso 11 giugno. Una volta sul posto, una quindicina di attivisti si sono spogliati presidiando l’entrata del grattacielo.

Sui loro corpi nudi sono stati scritti gli investimenti sporchi che Intesa Sanpaolo ha portato avanti negli ultimi 5 anni. Sui cartelli le scritte “Intesa è nuda” e “Intesa si veste di parole vuote”. “Dagli Accordi di Parigi ad oggi”, infatti, “la banca torinese ha investito circa 12 miliardi di dollari in combustibili fossili, continuando a finanziare progetti e aziende legate all’industria del petrolio, carbone e gas naturale” affermano gli attivisti, “riconoscere la gravità della crisi che stiamo vivendo significa smettere di bruciare carbone, petrolio e gas naturale, a partire da oggi”.

Durante il presidio alcuni attivisti sono entrati dentro il grattacielo con l’obiettivo di consegnare simbolicamente un documento scientifico ad un delegato della banca. Dopo oltre un’ora di presidio, gli attivisti hanno simbolicamente legato i loro corpi l’un l’altro tramite “il mantello verde di Intesa Sanpaolo” per poi cadere a terra in un die-in finale.

L’azione rientra in “Bail Out The Planet”, l’ondata di azioni decentralizzate promossa da Extinction Rebellion Europa in tutto il continente, per opporsi al riavvio dell’economia globale a spese degli ecosistemi planetari e delle vite umane.

“La vita sulla Terra è in pericolo. Il nostro pianeta è in crisi, ma ogni crisi contiene una possibilità di trasformazione. Chiediamo ad Intesa Sanpaolo di smettere, sin da subito, di investire in tutte le tipologie di combustibili fossili. Il coraggio che non riusciremo a trovare oggi saranno le tragedie che dovremo affrontare domani”, concludono da Extinction Rebellion.

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