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lunedì, 27 Maggio 2024

Il sindaco: “Non stiamo tagliando la cultura”. Ma la grillina Appendino non ci crede

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Tagli o non tagli alla cultura? L’annosa questione torna a infiammare la Sala Rossa. Il sindaco Piero Fassino, in Consiglio Comunale, ha nuovamente voluto ribadire un punto che sembra stargli particolarmente a cuore. «Non è affatto vero che i fondi a questo settore sono diminuiti negli ultimi anni»: questo il succo del ritornello che ormai il primo cittadino ripete a cadenza quasi regolare. Anzi. «Si tratta di una nostra priorità e il budget sta riprendendo quota». La consigliera Cinque Stelle Chiara Appendino però polemizza con un sistema di gestione «ottuso e insensato», in primo luogo per il finanziamento alle fondazioni culturali tramite la destinazione di immobili, che definisce «per nulla trasparente e non traducibile in liquidità».
Nel mirino della pentastellata c’è, appunto, quello che Fassino chiama «un nuovo metodo di contribuire alla crescita del settore, che non è un di più ma parte costitutiva del nucleo pulsante della moderna città di Torino, dal punto di vista non solo intellettuale, ma anche economico e sociale»: in poche parole, edifici al posto di soldi liquidi. Fassino parla di rinnovamento positivo, l’Appendino non ci sta e a Palazzo di Città si scatena la bagarre.
Ma la questione non è tutta qui. Il sindaco mette l’accento anche sulla provenienza dei finanziamenti, che «negli ultimissimi anni, sull’esempio di città molto importanti per la cultura come Venezia e Milano, è radicalmente cambiata. Non vive più, infatti, solo di contributi pubblici che ovunque, per esigenze legate alla crisi, sono diminuiti, ma anche di fondi privati, tra cui spiccano quelli provenienti dalle fondazioni bancarie».
La conclusione, in ogni caso, secondo Fassino è che «non importa in che modo e da dove arrivino i soldi, ma che il settore si mantenga vivo. Nel 2013 si è speso più che nel 2012, nel 2012 più che nel 2011, con il mantenimento di tutti i vecchi eventi e l’introduzione di nuovi, come il Festival Internazionale del Jazz, il Festival di Beethoven e grandi mostre internazionali».
Dichiarazioni che però, come detto, lasciano Chiara Appendino del tutto insoddisfatta. La conclusione (provvisoria) di oggi? La grillina promette che si discuterà ancora della questione in commissione, con il primo cittadino presente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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