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sabato, 13 Luglio 2024

Il paradosso Albano: la presidente diserta la commissione scuola per andare in piazza con gli studenti

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di A.D.

Lo abbiamo detto nei giorni scorsi in altri articoli che la decisione di scendere in piazza a manifestare contro il G7 da parte di alcuni consiglieri pentastellati è legittima. Si tratta di scelte da fare. E il gruppo di 5 consiglieri della maggioranza, quelli ormai ribattezzati “duri e puri”, che stanno vivendo in prima linea le contestazioni al summit hanno fatto proprio questo: scelto.
Eppure troviamo curioso il fatto che la consigliera Daniela Albano sia scesa oggi in piazza nel corteo nazionale studentesco “Reset G7” ma allo stesso tempo abbia convocato una seduta congiunta delle commissioni quinta e sesta, in cui si affrontava il tema della situazione dell’edilizia scolastica.
La commissione infatti prevedeva l’audizione dell’assessora Patti che presentava il progetto “Crescere in città” e l’approfondimento dell’interpellanza «n° mecc 201605001/002 “Stato della ricognizione sugli edifici scolastici comunali» presentata in consiglio da Tresso.
Argomento che sta di sicuro a cuore all’Albano che proprio questa mattina ha postato su Facebook una foto del corteo con il commento: «Gli #studenti che affrontano il quotidiano in scuole fatiscenti, in un presente precario ed un futuro ancora più incerto. Sottomessi ad una alternanza scuola lavora che invece di insegnare loro la dignità del lavoro li sottomette allo sfruttamento».
Albano ha scelto dunque la piazza al percorso istituzionale, almeno per quanto riguarda questa giornata, cercando nelle ore precedenti qualcuno tra i consiglieri che la potesse sostituire nel suo ruolo di presidente della Commissione. Viene da chiedersi se la sua voce di dissenso non sarebbe stata più forte all’interno del palazzo, e se non avrebbe dato un contributo più concreto a stare in Commissione anziché a marciare per strada assieme agli studenti di quelle scuole fatiscenti che per prima condanna.

albano

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