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mercoledì, 24 Luglio 2024

Il giallo del Monferrato: ucciso a bastonate Belsito. Un imprenditore fermato per omicidio

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Redazione
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È di un carrozziere il corpo ritrovato due giorni fa dentro il bagaglio di una Fiat Croma, parcheggiata nella piazza di Lu Monferrato, in provincia di Alessandria. Francesco Domenico Belsito, 52 anni, nato in Calabria, a Sant’Onofrio, ma emigrato una decina di anni fa a Gavi Ligure.
Lui è stato ucciso a bastonate, poi il corpo è stato messo dentro la sua automobile. Un mistero, così come restano misteriose le modalità del ritrovamento del cadavere.
Una storia strana
A chiamare i carabinieri è un amico di Belsito. È stato lui ha telefonare giovedì, poco prima delle 23, ai militari dell’Arma, spiegando che aveva incontrato due persone che gli avevano dato le chiavi della Croma rossa.
I due sconosciuti l’avrebbero poi minacciato: «In piazza Gherzi c’è l’auto del tuo amico. Guarda che cosa gli è successo, la stessa cosa che capiterà a te se non ci dai 150 mila euro».
L’uomo a questo punto avrebbe chiesto aiuto ai carabinieri e il corpo del carrozziere è stato ritrovato.
Il Belsito leghista e la società Aurora
Ma chi era Franco Domenico Belsito? Da quando la moglie l’aveva lasciato e si era trasferita a Voghera con la figlia di sei anni viveva sa solo a Gavi Ligure, località Bettolino, tra il Piemonte e la Liguria. Nonostante lavorasse alla giornata in alcune carrozzerie della zona, esiste a suo nome un’iscrizione alla Camera di Commercio. Nella sua fedina penale una vecchia storia di droga. Ma quello che sta incuriosendo gli inquirenti riguarda una vicenda legata ad una società in Svizzera, “Aurora”.
Nel 2012 la Direzione Investigativa dell’Antimafia di Reggio Calabria sta indagando un altro Francesco Belsito: l’ormai famoso tesoriere della Lega Nord, che aveva in mano i fondi del partito e di cui curava gli investimenti.
Durante le indagini gli investigatori si imbattono in “Aurora”, il cui l’amministratore unico è Franco Domenico Belsito. Quella sarebbe la cassaforte segreta della Lega. Dentro il conto di “Aurora”, a Lugano, sarebbero transitati milioni e milioni di euro dei rimborsi. Nel 2011 al vertice di Aurora c’era Giovanni Russo. La società a garanzia limitata, ufficialmente si occupava di lavori edili e di idraulica.
Ma se in un primo momento si pensa che a questa società facesse capo il Belsito leghista, gli uomini della Dia appurano che non è così. Quindi l’uomo del bagagliaio potrebbe essere lui l’amministratore dell’Aurora. Per il momento solo supposizioni e indiscrezioni che però non hanno portato ancora a nulla di concreto.
Per il momento c’è un fermo: Alessandro Lo Iacono, 33 anni, anche lui calabrese di Vibo Valentia. Imprenditore, è titolare di una società di recupero materiale ferroso. Il trentatreenne è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

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