Fantastica, quanto illuminante, la vignetta di Elle Kappa su Repubblica, che in due tavole fa sintesi del fondo toccato dal nostro Paese.
Nella prima, un omino animoso, che non si fatica a capire anche accidioso, scarica il suo malessere parlando nel vuoto (e forse a vuoto): “…E così gli ho detto, no alla Tav, costi quel che costi!”. Nella seconda, l’omino che sporge la lattina di un dissetante, dice “…Ecco signorì, fanno due euro”, l’interlocutore (di profilo) lo liquida con un innato senso della gentilezza: “… E scansati che non vedo la partita…”.
A questo punto, considerato l’argomento, la sincopata dialettale e il lavoro del passato agli stadi di una stella del firmamento politico, chi è il bibitaro?
Secondo quesito: lo sgraziato amante del calcio non ci ricorda molto da vicino chi in questo Paese si occupa di tutto senza sapere di nulla, con la stessa disinvoltura di un caudillo d’avanspettacolo?
Le risposte non dovrebbero risultare impossibili. Impossibile ci sembra invece la possibilità che l’Italia sopravviva a quei due.
Il bibitaro
