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lunedì, 27 Maggio 2024

Ferrovie delle Stato, Moretti: “Aspetto la proposta di Renzi, mi convinca”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Alessandra Del Zotto
«Aspetto la proposta di Renzi, poi farò le mie valutazioni. Vediamo se sarà capace di convincermi». Così Mauro Moretti, a.d. di Ferrovie dello Stato in risposta a chi gli chiede quale sarà la sua mossa se il governo, come ha promesso, ridurrà del 25% gli stipendi dei manager pubblici.
Continua dunque il botta e risposta tra l’a.d. di Ferrovie dello stato e l’esecutivo, nonostante le polemiche suscitate dalla presa di posizione di Moretti che aveva annunciato che se si fosse continuato per quella strada se ne sarebbe andato.
«Da quando sono stato messo in questo posto ho solo ricevuto riduzioni di stipendio – ha detto il numero uno di Fs – credo di essere l’unico». La leva fondamentale per un’azienda, ha continuato, è quella retributiva e non vi si può prescindere. «L’azienda – ha concluso l’ad – non è mia: sarebbe un peccato per il contribuente che un’azienda pubblica che era sull’orlo del fallimento tornasse indietro».
Non si tratta certo di un riferimento qualsiasi. Moretti infatti, rivendicando con orgoglio il suo ruolo di risanatore, ricordando che quando nel 2006 accettò l’incarico il gruppo ferroviario italiano si trovava sull’orlo di un baratro.
«Nel 2006-2007 – spiega l’ad – abbiamo dovuto affrontare la crisi del gruppo, pieno di debiti e in perdita, poi c’è stata la crisi economica internazionale e poi quella dell’Italia. Anni molto difficili, in cui Fs è riuscita a crescere, creando valore per gli azionisti e dimostrando di essere competitiva rispetto ai concorrenti europei».
Sarà ma, pur non volendo togliere nulla al lavoro svolto da Moretti, la sua ritrosia a veder tagliato del 25% uno stipendio da 850 mila euro l’anno continua a far infuriare moli in Italia, dal ministro Lupi all’imprenditore Della Valle. Oltre al cittadino comune.
Oggi comunque, polemiche a parte, il gruppo Ferrovie dello Stato ha presentato a Milano il suo nuovo piano industriale che prevede l’investimento di 24 miliardi da qui al 2019. Di questi, 8,5 saranno messi da Fs a titolo di autofinanziamento, mentre la cifra restante verrà stanziata dallo Stato.
Le spese principali (17,5 miliardi) riguarderanno il mantenimento della rete e la realizzazione di infrastrutture, mente il resto verrà destinato all’acquisto di nuovi treni e allo sviluppo di nuove tecnologie per il trasporto.
«La nuova Freccia Rossa, ossia l’Etr 1000 – spiega Moretti – arriverà fra il 2015 ed il 2017 per rideterminare i servizi nazionali e potenziare la parte più profittevole dei servizi internazionali». Una flotta di 50 treni che raggiungeranno i 350 km all’ora a fronte dei 300 dei Freccia Rossa attuali, e che verrà presentata in anteprima all’Expo 2015.

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