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domenica, 26 Giugno 2022

Ex Incet, diventa polo di innovazione digitale

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Dalla fabbrica all’innovazione digitale. È il destino del polo ex Incet, “luogo simbolico che segna la trasformazione dalla Torino prettamente industriale a città dell’innovazione tecnologica”. A raccontarlo è il sindaco Stefano Lo Russo, in occasione della giornata aperta al pubblico dell’ ex Incet, il nuovo compendio tecnologico sorto nel 2015 nella ex fabbrica di cavi elettrici nell’ambito del programma Urban Barriera, che segna il rilancio dell’area dopo il rallentamento dovuto alla pandemia.
“La deindustrializzazione di Torino ha lasciato alle spalle molti spazi vuoti, soprattutto nell’area Nord e nelle periferie – ha aggiunto Lo Russo – spazi che si stanno riempiendo di start up e di realtà innovative che avranno un ulteriore sviluppo con la realizzazione della linea 2 della Metropolitana. Una trasformazione sociale e imprenditoriale, una trasformazione dalla fabbrica manifatturiera ad una fabbrica di futuro, un processo complesso che stanno attraversando molte città europee, ma entusiasmante e che va accompagnato da politiche sociali innovative”.
Nelle due maniche dell’Ex Incet attualmente coesistono 15 realtà di vario genere, alle quali lavorano circa 150 persone, tra carpenterie collettive, uffici di coworking, sedi di importanti start Up, un laboratorio dell’Accademia alle Belle Arti, imprese di economia sociale, di riciclo delle plastiche e piattaforme di equity crowdfunding.

“Questo è un luogo aperto, una casa aperta a tutti, soprattutto ai giovani e a tutti coloro che voglio contribuire a trasformare e rilanciare la nostra città – ha aggiunto l’ assessora alla Transizione ecologica e digitale e all’Innovazione, Chiara Foglietta – un luogo di imprenditorialità sociale aperto a forme di economica circolare e di economie sostenibili”.
Sono partner del progetto la Fondazione Giacomo Brodolini (Fgb), un network di change-maker, l’Associazione ItaliaCamp che sostiene l’innovazione sociale, ReStartUp, il primo portale di crowdfunding dedicato allo sviluppo dell’Agenda Onu 2030. Tra le aziende già operative nell’area ci sono IzMade, una sorta di fab lab dedicata all’artigianato e alla falegnameria sociale, Plastiz, start up che ricicla la plastica per fabbricare pannelli, Inapct Hub, impresa di coworking e incubatore certificato.

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