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mercoledì, 22 Maggio 2024

Coronavirus, primo caso a Torino

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Ha 49 anni l’italiano che risulterebbe contagiato dal coronavirus a Torino. L’uomo, il cui test eseguito all’ospedale Amedeo di Savoia confermerebbe la malattia. Il torinese avrebbe per ora solo una leggera febbre e lievi malesseri. La sua famiglia è stata messa in quarantena.

Il caso è stato confermato anche dal presidente della Regione Alberto Cirio che ha parlato anche di altre quindici persone in Piemonte per cui sono in corso i test di accertamento.

Il tampone, oltre sulla moglie e sui due figli dell’uomo verrà eseguito sulle persone che mercoledì hanno giocato con lui a basket.

L’uomo è residente a Torino, ma lavora in una ditta di Cesano Boscone, in provincia di Milano e avrebbe fatto ritorno nel capoluogo piemontese in treno. Giovedì ha accusato una leggera tosse, a cui ha fatto seguito la febbre. Quindi il ricovero stamattina all’Amedeo di Savoia, dove il tampone ha confermato il contagio.

Intanto si è riunita l’Unità di crisi  è in corso alla Protezione civile, dove è presente anche il responsabile delle malattie infettive dell’Amedeo di Savoia Giovanni Di Perri, presente anche la sindaca di Torino Chiara Appendino, il prefetto Claudio Palomba e agli assessori Fabrizio Ricca e Icardi.

«Abbiamo preso misure di sicurezza anche nei confronti dei famigliari dell’uomo e per il personale sanitario con cui ha avuto contatti– spiega l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi- non è un focolaio piemontese».

«L’Assessorato alla sanità del Piemonte ha predisposto un servizio per fare il tampone a domicilio» – dice  Cirio.

«Chiunque presenti sintomi sospetti – ha aggiunto – o abbia il timore di avere avuto contatti a rischio è invitato a chiamare il numero 1500 o il 118 o il proprio medico di base”. “Le ambulanze arriveranno in tempi molto rapidi per eseguire il tampone a domicilio», ha ancora detto Cirio.

«Negli ospedali – ha poi spiegato il governatore – stiamo predisponendo dei percorsi speciali separati per chi presenti una sintomatologia sospetta. Inoltre stiamo comprando delle attrezzature che ci permetteranno di dimezzare il tempo del responso, che passerà alle attuali sei ore a tre ore».

Il prefetto invita: «a non creare allarmismi che non fanno bene a nessuno. Quello del Coronavirus è un tema estremamente delicato – ha detto – che va affrontato con equilibrio. Stiamo aspettando le decisioni del Comitato operativo che si riunirà a Roma alle 18. «Per lunedì – annuncia Palomba – ho convocato un incontro con tutti i prefetti del Piemonte per coordinare le azioni».

 

 

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