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sabato, 20 Luglio 2024

Coronavirus, contagio a Torino e in Piemonte. “Chi ha sintomi chiami il 1500 o il 112 e attenda istruzioni”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

È confermato il primo caso di positività al “coronavirus covid 19” in Piemonte, a Torino. Riguarda un uomo di 40 anni che ha avuto contatti con un famigliare di un contagiato della Lombardia. È stato ricoverato all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, le sue condizioni di salute non destano al momento preoccupazione. Sono state prese le misure precauzionali nei confronti dei famigliari e delle persone che in questi giorni sono state in contatto con lui, compresi gli operatori sanitari che gli hanno prestato assistenza.
Sul territorio piemontese in questo momento sono in tutto una quindicina le persone in attesa del responso dei test sul contagio.
La notizia è stata diffusa nella conferenza stampa convocata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto Claudio Palomba, con la partecipazione dell’assessore regionale alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi dell’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca, della sindaca Chiara Appendino e del questore De Matteis, nella sede dell’Unità di coordinamento allestita presso la sede operativa della Protezione civile in corso Marche, a Torino.
L’Unità di coordinamento agirà prevalentemente sul fronte organizzativo, centralizzando le direzioni operative dei Servizi che si stanno occupando di monitorare e gestire l’evolversi della crisi. Servirà a mettere in rete le unità operative delle varie Forze dell’Ordine eventualmente attivabili, a seconda delle necessità.
Al momento, ha ricordato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, non c’è nessun allarmismo, la situazione è sotto controllo e gestita con grande professionalità: a fronte di un caso accertato, ce ne sono molti risultati negativi.
L’assessore alla Sanità ha sottolineato l’importanza di promuovere comportamenti virtuosi, raccomandando a chi manifesti sintomi di febbre e tosse e avesse avuto contatti con persone rientrate recentemente dalla Cina o con casi di sospetto contagio, di chiamare il 1500 o 112 e attendere in casa le istruzioni. I servizi sanitari si faranno carico di valutare la situazione, caso per caso, anche a domicilio, garantendo le misure più appropriate.

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