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sabato, 20 Luglio 2024

Coronavirus, Cirio: “Portato a 200 i posti letto in terapia intensiva e allertati medici in pensione”

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Per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus la regione Piemonte ha censito e diramato un’allerta a tutti i medici in pensione. A darne notizia il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «Abbiamo censito tutti i medici che sono andati in pensione negli ultimi anni e proprio oggi verrà inviata loro un’allerta, in maniera che si tengano disponibili, speriamo che non ce ne sia bisogno – ha aggiunto – ma se sarà il caso non vogliamo farci trovare non pronti. Il Piemonte e’ stato pronto a gestire il contenimento dei casi, vogliamo essere preparati anche nella gestione dell’emergenza, non dobbiamo dimenticare – ha sottolineato Cirio – che se da una parte dobbiamo andare avanti, dall’altra dobbiamo sempre avere la consapevolezza che siamo di fronte a una crisi epidemica che può peggiorare».

Questa non è l’unica precauzione presa a livello regionale, dove si è implementato il numero dei posti letto in terapia intensiva, proprio per aumentare le possibilità di cura dei malati: «Abbiamo portato a 200 i posti letto in terapia intensiva e proprio oggi è stato fatto l’acquisto di caschi di ventilazione, apparecchiature che aiutano la respirazione e permettono, anche se non non c’è il letto in terapia intensiva, di avere comunque un letto con la respirazione assistita, che è la prima necessità per chi è colpito in modo forte dal virus. Il Piemonte – ha rimarcato il presidente – finora ha gestito bene il contenimento dei casi: ne abbiamo 51, dei quali 37 importati tutti insieme da Alassio, ma ce ne sono comunque 14 sparsi su tutto il territorio regionale. Come non ci siamo fatti trovare impreparati sul fronte del contenimento, non vogliamo esserlo neppure in una eventuale gestione dell’emergenza legata alle persone che da positive diventino sintomatiche e si ammalino, il sistema sanitario piemontese sta reggendo – ha aggiunto – e continuerà a farlo se continuiamo a gestire bene il contenimento. Dobbiamo stare con i piedi per terra, mai decidendo in base all’emotività. Questa è una emergenza sanitaria, non politica. Parlano i medici, a noi politici spetta adottare le decisioni migliori, ma sempre sulla base delle valutazioni scientifiche».

Paolo Bogliano

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