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mercoledì, 29 Maggio 2024

Coronavirus a Torino, infermieri denunciano: “Sacchi dei rifiuti al posto dei camici”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Mancano anche i camici negli ospedali di Torino, e così gli infermieri sono costretti a ricorrere a sacchi dei rifiuti e a coprirsi le braccia con pellicola trasparente da cucina. E’ la denuncia che fa il sindacato degli infermieri Nursind di Torino. «Dopo aver segnalato nei giorni scorsi ai Nas e alla Procura la grave carenza di dispositivi di protezione individuale – scrive il segretario provinciale Giuseppe Summaoggi abbiamo scritto al ministro della Salute e al presidente del Consiglio, perchè non è più ammissibile che il personale infermieristico e di supporto metta a rischio la propria salute e quella dei suoi cari».

La carenza di adeguato materiale per proteggere gli infermieri è ormai cronica: «Le mascherine continuano a scarseggiare – denuncia Summa – abbiamo segnalazioni di infermieri che la conservano per il giorno successivo, ma ovviamente non hanno più nessuna efficacia». E a questo si aggiunge la questione della difficoltà per fare i tamponi: «Siamo seriamente preoccupati perchè molti colleghi sono positivi e stanno male, addirittura un dipendente è ricoverato in terapia intensiva ed è intubato. Siamo inoltre furibondi perchè abbiamo scoperto che un membro asintomatico della direzione di un noto ospedale torinese si è recato in pronto soccorso per fare il tampone, che è stato eseguito immediatamente, mentre ci sono infermieri che finiscono nella terra di nessuno. Abbiamo diversi colleghi che aspettano da giorni, anche dieci, di ricevere notizie sul proprio referto o di essere chiamati per effettuare il tampone. Nonostante scrivano al proprio servizio igiene o alla propria azienda, non ricevono risposte. Anche per questo oggi abbiamo inviato una lettera a tutti gli uffici igiene, alle aziende e all’unità di crisi regionale. Comprendiamo che il momento è difficile e delicato, ma proprio per questo chiediamo massima tutela. Chi si prenderà cura degli infermieri?».

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