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venerdì, 3 Luglio 2020

Altaforte al Salone del Libro. Parla Polacchi: “La sinistra paladina di diritti censura chi la pensa diversamente”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Polemica sul Salone del Libro di Torino: Altaforte, una casa editrice giovane e di stampo sovranista, avrebbe acquistato il suo spazio per essere presente a questa edizione dell’ormai famosissimo Salone.
L’ultimo libro edito è proprio una lunga intervista al vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, scritto dalla giornalista Chiara Giannini, un libro che ovviamente conferma lo stampo “sovranista” della casa editrice.

Guardando il sito www.altafortedizioni.it troviamo circa 200 testi, di 8 case editrici differenti e di vario genere letterario: dagli ultras e lo sport alla filosofia, da “Fight Club” ai fumetti di “Ferrogalico” che ricalcano le storie degli anni 70 o del ventennio.

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E’ questo il “mix” che ha creato clamore per la prima volta nella storia del Salone, che da anni ha ospitato tantissime case editrici di tutte le provenienze immaginabili, da sinistra a destra all’apolitica.

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Abbiamo raggiunto telefonicamente Francesco Polacchi, imprenditore di origine romana da sempre vicino a CasaPound, che unisce tutti i progetti di business a una chiara ideologia politica, non per caso è anche l’ideatore di “Primato Nazionale”, quotidiano online e mensile cartaceo auto-dichiarato, appunto, “sovranista”.

Buongiorno Polacchi, come mai queste polemiche sulla presenza di Altaforte al Salone del Libro 2019?

Ribadisco che c’è un principio assoluto che non deve essere negato: la libertà di opinione. La sinistra un tempo si ergeva paladina dei diritti di tutti, oggi la sinistra stessa vuole censurare chiunque dia voce a chi a loro non piace. La mia casa editrice è giovane, vanta già autori di primissimo piano, ha già aperto due librerie fisiche a Piacenza e Bolzano ed è già in prevendita il libro su Matteo Salvini, che al momento è il vicepremier italiano.

Forse proprio il libro su Salvini ha attirato l’attenzione? Come mai questa scelta?

Il libro su Salvini è merito della bravissima Chiara Giannini, io non ho avuto un contatto diretto con Salvini. Per noi è stata una grande opportunità che abbiamo colto al volo, lui è il volto del sovranismo oggi e noi siamo una casa editrice di stampo sovranista, perché non avremmo dovuto pubblicarlo!

Si aspettava tutto questo polverone?

Assolutamente no. Questo cancan mediatico mira a colpire lui, e non dovrebbero usare me, noi e il nostro lavoro per fini politici scialbi.
Ormai sono un “piccolo Berlusconi” per la sinistra, ogni volta che faccio qualcosa mi attacca come se fossi un diavolo in terra, ma io voglio solo lavorare e soprattutto fare lavorare. Pensate che quasi tutti i miei fornitori sono italiani, non stampo e non produco in posti remoti del mondo per spendere meno. Ho un’etica anche sul lavoro.

A proposito del lavoro, quindi, chi lavora con lei?

Lo staff, tra dipendenti e fornitori, ad oggi è davvero ampio. Non lavoro solo con persone che la pensano come me, né con raccomandati. Poi dovrebbero pensare proprio a questo, sono un imprenditore e creo ormai un grande indotto con le mie aziende: corrieri per le spedizioni, dipendenti, grafici, esperti della comunicazione, tipografie, industrie tessili, fabbriche… prendersela con me per il taglio che ho scelto di dare alle mie aziende significa fregarsene di tutte le aziende nazionali che lavorano e vengono coinvolte nei miei progetti senza c’entrare nulla con la politica, attaccano senza pietà anche i lavoratori dei miei fornitori che, senza imprenditori come me che scelgono questo tipo di lavoro in Italia, rischierebbero anche la chiusura.

Quindi al Salone del Libro ci sarete?

Siamo una casa editrice, facciamo libri. Perché non dovremmo? Perché qualcuno crede che solo alcuni libri vadano bene? Io credo fermamente e sinceramente che tutte le storie sono degne di essere raccontate, saranno i lettori a interpretarle o a valutarle.

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