La didattica a distanza necessaria in questi mesi di Coronavirus impone nuovi metodi di insegnamento e studio. E così nel corso di Ingegneria Edile del Politecnico di Torino, non potendo fare sopralluoghi nei cantieri e negli edifici diventano avatar che si muovono negli spazi virtuali, per osservare insieme le criticità della progettazione ed evidenziare gli elementi oggetto della revisione progettuale da parte dei docenti che coordinano l’esercitazione.
Si tratta della prima sperimentazione italiana e uno dei primi casi al mondo di utilizzo della realtà virtuale come valore aggiunto per docenti e studenti. Il progetto è stato sviluppato dal laboratorio di ricerca e didattica VR@Polito come risposta all’esigenza mettere insieme i contributi individuali in un lavoro di gruppo sull’ampliamento di un edificio in cui una semplice conference call sarebbe risultata molto meno efficace. Con l’utilizzo di un apposito software, docenti e studenti possono invece muoversi come avatar all’interno del modello 3D in Bim del caso di studio, osservandolo come durante un sopralluogo, analizzando dettagli ed evidenziando anche graficamente criticità e dubbi in tempo reale e condividendo in gruppo lo spazio virtuale. Una modalità che permetterà di ridurre al minimo la presenza di ricercatori nei laboratori di didattica e ricerca dell’Ateneo.
“Per trasformare una difficoltà in opportunità abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo abbandonando qualcosa di vecchio. La risposta degli studenti è stata estremamente positiva, pertanto su quanto sperimentato in questo semestre non si tornerà indietro nei prossimi anni”, spiega Anna Osello, responsabile del corso.





