L’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi lancia un appello alla vigilia di un Consiglio generale dell’Aie, socio della Fondazione, fondamentale per il futuro del Salone del Libro di Torino, che potrebbe finire a Milano.
«I costi non sono tutto: Torino, con la sua esperienza trentennale, può offrire agli editori molto di più».
«È vero, costiamo di più, ma mettiamo a disposizione contributi difficilmente paragonabili» – aggiunge la Parigi
L’affitto del Ligotto, con canone dimezzato rispetto alle altre edizioni, è di 600 mila euro, mentre la Fiera di Rho, l’altra location per il Salone, costerebbe solo 200 mila euro.
«Lo sconto ottenuto da Gl events grazie anche all’interessamento della Città di Torino – continua Parigi – ci permetterà di diminuire sensibilmente il costo del plateatico. Mi aspetto che domani prevalga il buonsenso: è assurdo che città come Torino e Milano si facciano la guerra organizzando due manifestazioni dedicate al libro a distanza di una settimana. Ed è altrettanto assurdo che l’Aie, socio fondatore della Fondazione per il libro, possa remare contro la stessa Fondazione pur rimanendone socio».
L’assessore Parigi ha ricordato che Regione Piemonte e Città di Torino «investono sul Salone del Libro in modo importante: oltre ai 200 mila euro per attività progettuali, c’è infatti il sostegno all’International Book Forum che proprio per questo negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale. E non bisogna dimenticare, inoltre, il sostegno ai piccoli editori – sottolinea – per i quali abbiamo addirittura varato nel 2008 una legge apposita che ci permette di aiutare numerosi loro progetti».





