“E ora alziamo il tiro”. Nella denuncia e nella prevenzione delle truffe affettive, con il supporto a migliaia di uomini e donne, ora Acta (Azione Contro Truffe Affettive e Lotta Cybercrime), intende alzare il livello della denuncia, analizzando la complessa realtà di truffatori e cyber criminali, sempre più raffinati e organizzati, e sui collegamenti con grandi reti di malaffare e riciclaggio insospettabili.
Il primo pensiero della presidente Jolanda Bonino riguarda i canali d’informazione che hanno un ruolo fondamentale per come affrontano il tema delle truffe e di quelle donne che si mettono in gioco davanti a una telecamera: “Dopo tante rabbiose critiche voglio fare i complimenti alla conduttrice Rai Eleonora Daniele, per come ha affrontato e condiviso nel suo programma Rai “Storie italiane”del 21 settembre, il dramma di donne vittime di truffe affettive , con le loro drammatiche testimonianze”.
A parlare è la pasionaria Acta , cavaliera al merito dal 2024 per il suo impegno contro le truffe affettive, che, questa volta , pur ribadendo le sue critiche contro la superficialità e la spettacolarizzazione con cui il mondo mediatico affronta spesso il fenomeno delle truffe affettive, ha dichiarato: “Concordiamo pienamente sulla necessità di una rivoluzione culturale, rilanciata dalla conduttrice Eleonora Daniele, che si è mostrata vicina alle vittime di truffa che vanno in tv e che rischiano spesso di essere di oggetto di una nuova violenza da parte di pseudo esperti che cercano di farle passare per allocche”.
La Bonino, lamentandosi per i problemi della sua vista, ha sottolineato come il fenomeno delle truffe continui a colpire in modo sempre più raffinato, avvalendosi anche di staff di specialisti, psicologi e pure ricorrendo all’ipnosi, in una società in cui solitudine e dipendenza dal web sono sempre più diffuse. Ricordando come il fenomeno colpisca persone (non solo donne) di ogni ceto sociale, età e livello culturale.
Nel seguire giornalisticamente queste problematiche ricordo la testimonianza di una donna che confessava: “ero quasi convinta si trattasse di una truffa, ma quelle attenzioni mattutine puntuali e gentili erano una cosa bellissima a cui non era facile rinunciare”.
Questo in un periodo in cui il boom della destra destra riporta in auge temi e approcci discutibili, come quelli del fautore del “patriarcato mediterraneo” Roberto Vannacci. Ricordiamo la replica davvero surreale all’ex generale da parte di un’interlocutrice giornalista che ha sorriso, senza batter ciglio, a una battuta, volutamente infelice, sul preferire una donna senza gonna a una gonna corta o lunga. Una battuta che apre nuove polemiche che allontanano dai veri problemi, rilanciando vecchi clichè.
Restano le vittime di truffe affettive. Un fenomeno che non accenna a scendere e miete vittime tra persone in difficoltà che restano spesso isolate e in situazioni quanto mai critiche. Donne e uomini che, quando hanno il coraggio di mettersi in gioco , dopo aver denunciato gli aguzzini pseudo principi azzurri, a volte finiscono anche ridicolizzate in trasmissioni superficiali, in pasto a opinionisti per nulla esperti e figure dello spettacolo che cercano più la loro visibilità che approfondire un dramma che può avere conseguenze drammatiche. In quel fenomeno che viene definito “vittimizzazione secondaria”. Su questo il ruolo di Acta è stato preziosissimo raccogliendo e supportando con continuità migliaia di donne e uomini vittime di questi raggiri, grazie a tante volontarie e volontari. Un impegno testimoniato dalla vicepresidente Acta, la vicentina Rossana Tescaroli, che da vittima è diventata un’attiva operatrice e testimonial dell’associazione in ogni parte d’Italia, insieme ad uno staff di professioniste e esperti come Giovanni Candelo che ha studiato le tecniche di ipnosi utilizzate dai truffatori per raggiungere i loro criminali obiettivi.
Le truffe continuano e sono sempre più elaborate. Un fenomeno che non parte più da quattro ragazzini chini sui pc a incantare persone sole e annoiate, dopo aver studiato punti deboli e interessi, ma un’organizzazione sempre più raffinata in cui i giri del malaffare sono sempre con il supporto psicologi e esperti di finanza e insospettabili contatti per il riciclaggio.
Ricordiamo che nell’opera di sensibilizzazione è risultato quanto mai prezioso il docufilm “Anime violate” realizzato con i volontari Acta, grazie al regista Matteo Balsamo e scritto da Rosella Bertone, premiato in diversi festival e concorsi, presentato in anteprima al cinema Massimo a Torino, tempio del cinefili torinesi.






