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lunedì, 20 Maggio 2024

Truffa sul reddito di cittadinanza: intascati 6 milioni di euro con documentazioni false. 960 indagati

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Tutto è partito da un controllo effettuato dagli agenti del Reparto Operativo Speciale della Polizia Municipale a carico di un cittadino rumeno sorpreso ad effettuare prelievi di denaro presso uno sportello bancomat con diverse carte Postapay

Dal controllo è emerso che l’uomo aveva numerose carte rilasciate per il Reddito di Cittadinanza intestate ad altre persone.

Dai successivi controlli è emerso che nei dati forniti dall’Inps gli intestatari delle carte si dichiaravano tutti in possesso di un Isee pari a zero e residenti in Via della Casa Comunale 3. Peccato che dal terminale anagrafico tutte queste persone sono risultate inesistenti, non solo a quell’indirizzo, in realtà virtuale e creato solo per dare residenza ai rifugiati, ma anche su tutto il territorio comunale.

Incrociando gli archivi si è dunque potuto scoprire che esistevano ben 330 richieste di reddito di cittadinanza di persone con residenza in via della Casa Comunale 3 e ben 330 cittadini rumeni che dichiaravano di vivere lì. Non solo queste persone erano in buona parte imparentate ma molte di loro non vivono nemmeno in Italia e loro nomi sarebbero stati utilizzati solo per ottenere più pratiche.

Da questa scoperta ne è seguita una seconda: sono ben 630 le persone che si avvalgono di un reddito di cittadinanza dichiarando falsi dati e false residenze.

Per tutte queste persone la Procura della Repubblica di Torino ha disposto l’interruzione dell’erogazione del Reddito di Cittadinanza.

Mentre si è arrivati a ricostruire anche una rete di negozi consenzienti che a fronte di un pagamento con card di 500 euro per una spesa fittizia, restituivano una cifra inferiore in contanti, diventando in tal modo un vero e proprio cash dispenser permettendo di superare il limite di prelievo consentito ogni mese.

In totale, sono 960 le persone sottoposte a indagine a cui è stato revocato il Reddito di Cittadinanza.

A favore dei soli 330 cittadini rumeni, la somma elargita ammonta a circa 1.600.000 euro a cui si aggiunge una erogazione mensile di circa 166.000 euro.

La somma complessiva è approssimativamente stimabile in 6 milioni di euro già elargiti. 

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