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venerdì, 24 Maggio 2024

Tav, emergenza polveri sottili in Valsusa. Per l'assessore Revello non esiste il problema

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Le polveri sottili pullulano in quel della Valsusa. E nonostante i dati allarmanti siano stati diffusi proprio da Ltf, in una sorta di autogoal da parte della società che gestisce i lavori del tunnel geognostico del Tav, ora si cerca di mettere a tacere la questione e, insultando l’intelligenza di tutti, si fa marcia indietro.
Eppure i dati parlano chiaro. I valori massimi di pm10 consentiti dalla legge, ovvero 50μg/m3 in ventiquattro ore per un massimo di 35 giorni all’anno, sono stati superati di oltre cinque volte.
La media annuale non deve superare i 40μg/m3.
Ltf nei dati diffusi dimostra come in 189 giorni, da marzo a settembre 2013, ci siano stati 88 sforamenti. Con picchi allarmanti nelle giornate del 4 marzo con un valore medio di 179μg/m3, del 12 dello stesso mese 189μg/m3, del 18 aprile 127μg/m3, del 31 luglio 140μg/m3.
Ma nonostante questi dati rappresentino un pericolo gravissimo per chi vive in quella terra ora si prova a insabbiare tutto e a rigirare la frittata per salvare la faccia e continuare a giustificare un’opera inutile. Infatti ci pensa Roberto Revello, assessore regionale all’Ambiente e portavoce provinciale di FdI: «La concentrazione di Pm10 nell’area di cantiere della Maddalena di Chiomonte non è in alcun modo un pericolo per la salute dell’uomo e dell’ambiente».
«Allarmismi e catastrofismi, alimentati da chi compie letture superficiali dei dati e soffia sui tizzoni della paura, – prosegue Ravello – sono privi di ogni fondamento».
«Il sito La Maddalena cantiere – spiega Ravello – non e’ utile per valutazioni di esposizione della popolazione in quanto la normativa indica che i punti di campionamento ai fini di protezione della salute umana non devono essere ubicati nelle immediate vicinanze di fonti di emissione e devono essere posizionati in modo da evitare misurazioni di microambienti nelle immediate vicinanze. Altre stazioni di monitoraggio presso recettori sensibili, come la scuola di Chiomonte, mostrano un andamento di assoluta normalità ed allineato a quello della Rete Regionale di Qualità dell’Aria, cosi’ come quella di Susa presa a riferimento».
«La Regione – conclude l’assessore Ravello – ha posto grande attenzione alla tutela ambientale sia nella fase progettuale che in quella realizzativa, un impegno di alto livello scientifico che risponde con la forza della verità a ogni tipo di strumentalizzazione possibile».

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