Associazione a delinquere finalizzata all’istigazione all’odio razziale e occupazione abusiva di immobile. Con queste accuse, indirizzate ai vertici di Casapound tra i quali Gianluca Iannone, Andrea Antonini e Simone Di Stefano, la Procura di Roma aveva chiesto nei mesi scorsi il sequestro dell’immobile di via Napoleone III, nel quartiere romano dell’Esquilino, dove ha sede il movimento politico: oggi e’ arrivato il via libera del gip, che ha accolto la richiesta di sequestro preventivo avanzata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Eugenio Albamonte, che considerano il palazzo al centro di Roma come ‘quartier generale’ di Casapound.
Il vicepresidente di Casapound Simone Di Stefano, davanti allo stabile di via Napoleone III a Romea parla ai cronisti dopo la notizia che c’è un’inchiesta in corso con 16 indagati e che la sindaca Virginia Raggi ha intenzione di sgomberare. “Al momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione. Quando arriverà, faremo ricorso. Ci sono decine di immobili a Roma occupati e sotto sequestro dove sono ancora dentro le famiglie. Questa operazione è un attacco politico per portare Casapound in cima alla lista degli sgomberi da fare. Non è stato notificato nulla. Neanche l’indagine di cui si parla. E’ un attacco che viene dalla magistratura di sinistra, dal successore di Palamara all’Anm, un’area della magistratura politicizzata”.
Secondo i magistrati lo stabile sarebbe “un quartier generale, una base logistica che rientra, in tutto e per tutto, nell’attività di “una associazione a delinquere finalizzata all’odio razziale”. Questo l’impianto dell’indagine della Procura di Roma che ha portato il gip ad emettere una ordinanza di sequestro preventivo del palazzo che dal dicembre 2003 “ospita” i vertici e alcuni militanti del movimento di estrema destra Casapound. Una struttura di 6 piani al civico numero 8 di via Napoleone III, nel cuore del quartiere Esquilino a Roma, che dalla prossima settimana passa nella disponibilità del tribunale capitolino rendendo la struttura “sgomberabile” anche se la parola finale spetterà al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che dovrà coordinarsi con la Procura.
“Forse Virginia Raggi in campagna elettorale ha bisogno di recuperare voti a sinistra sul Partito democratico?”, continua Di Stefano “”Con questa operazione si vuole portare Casapound in cima alla lista degli immobili da sgomberare”.
Sulle minacce che avrebbe ricevuto la sindaca attraverso i social dice la sua Di Stefano: “”Sui social e’ pieno di matti conclamati, non ci dissociamo perche’ non ci siamo mai associati. Speriamo non le venga torto mai un capello, e’ la sindaca di Roma. Se qualcuno va sotto la pagina social della Raggi a minacciarla e’ un matto conclamato. Potrebbe essere chiunque, non c’e’ alcuna intenzione di minacciare il sindaco. Lei ha deciso di iniziare la sua campagna elettorale per distrarre dal disastro che ha fatto a Roma”
Le procedure per la notifica del provvedimento da parte della Digos saranno comunque completate all’inizio della prossima settimana.





