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giovedì, 18 Luglio 2024

Salone del Libro: mentre si cercano i soldi presentata la XXX edizione di Torino

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Presentata come la grande vittoria di Appendino ecco il Salone del Libro di Torino 2017. Quello dei trent’anni.
Candeline che verranno spente mentre da Milano località Rho, arriverà il vagito della neonata Fiera del Libro (il nome sarà Tempo di libri), figlia della frattura con la storica kermesse torinese, che comunque si svolgerà sotto la Mole dal 18 al 22 maggio.

Il Salone dimezzato non fa paura a quanto pare. Non certo a Nicola Lagioia, nuovo direttore editoriale del Salone, che con convinzione dice che «è un salone di cui Torino e il Paese devono essere orgogliosi. Il rapporto con la città sarà forte».

«Sono stato in giro per l’Italia e all’estero per trovare qualche consulente – continua Lagioia – Sarà un Salone che finirà alle 20 e non si trascinerà fino alle 22.30 e poi ci sarà il Salone Off. Anche dagli editori ho avuto buoni segnali, specie per quanto riguarda la politica degli autori: porteranno a Torino scrittori, filosofi e sociologi. Mi rivolgerò alle istituzioni e ai cittadini».

Lagioia anticipa che «a breve ci sarà il passaggio di consegne tra il presidente attuale e il futuro presidente e comunicheremo il budget. Procediamo con il vento in poppa…».

«Il Salone proverà a farci capire in che mondi viviamo – continua il direttore – Sarà il Salone dei lettori innanzitutto e degli editori che ringrazio perché hanno creduto in noi e tutti quelli che sia stanno avvicinando al progetto di quest’anno. Per 30 anni si è fatta e si continua a fare la storia del Libro e noi non tradiremo l’affetto che c’è per questa Kermesse».

Promette Lagioia: «Sarà anche il Salone di scuole e bambini, spina dorsale della lettura in Italia. Sarà un Salone in cui si discuterà di politica. Un Salone della scienza e dell’economia, del giornalismo culturale, del rapporto tra libri e musica e libri e cinema, dove il cibo è sinonimo di cultura salute e battaglie politiche. Parleremo di religione, spirito e trascendenza». Un po’ di tutto a quanto pare, senza dimenticare, dice Lagioia, di «essere orgogliosi e difendere questo patrimonio cittadino». E c’è anche una parola d’ordine, per l’edizione di quest’anno tanto tormentata: “Partecipazione”. «È la parola che descrive come stiamo lavorando», afferma il direttore del Salone.

Ad affiancarlo in questa nuova avventura una squadra che Lagioia ha costruito con attenzione nelle ultime settimane: Giuseppe Culicchia, Loredana Lipperini, Fabio Geda, Andrea Bajani, Valeria Parrella, Mattia Carratello, Rebecca Servadio, Ilide Carmignani, Giulia Blasi, Giorgio Gianotto, Alessandro Grazioli, Alessandro Leogrande, Vincenzo Trione ed Eros Miari.

Agli onori di casa, a Palazzo Madama, ci aveva pensato Mario Montalcini, direttore ad interim della Fondazione per il Libro. «Sta soffiando il vento del cambiamento. Sono passate cinque settimane da quando ho assunto la presidenza ad interim e sono molto soddisfatto. Abbiamo trasformato la sfida in opportunità per rispondere a un attacco. Sarà il simbolo di una Torino che alza la testa»«Sarà un Salone dell’accoglienza e della narrazione attraverso temi nazionali e internazionali», ancora Montalcini.

Alla presentazione il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e la sindaca di Chiara Appendino, con i loro due assessore Antonella Parigi e Francesca Leon.

«Faremo la nostra parte come istituzioni per quanto riguarda l’approvazione degli Statuti e per trovare i fondi necessari», spiega ai giornalisti Appendino, aggiungendo, con un tono che sa di rivincita, «Si diceva che il Salone non ci sarebbe più stato e invece c’è e con grande entusiasmo».
«Domani mi auguro che il consiglio regionale metta un punto all’ordine del giorno che riguarda il nuovo Statuto. Non mancheremo con gli impegni presi, questo è il nostro proposito. E pensiamo che anche culturalmente sono state scelte le persone giuste per portare avanti questa kermesse» ha commentato il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

«Questo Salone deve servire a ricucire» ha invece affermato Massimo Bray, ex ministro e presidente in pectore della Fondazione per il Libro. «Bisogna superare la continua divisione, le contrapposizioni. I libri ci insegnano che il cammino è lungo. Sono convinto che anche con Milano ci sarà un dialogo, chissà che non si riesca a capire che ci sono stati degli errori e a superare anche in questo caso le contrapposizioni. Le cose – ha proseguito – bisogna farle senza urlarle. Mi piacerebbe un Salone che lanci tanti messaggi di ringraziamento a chi ha fatto in modo che ci sia ancora, gli editori, la città e i cittadini. I torinesi tengono al Salone e questo da un’idea di comunità».

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