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martedì, 22 Settembre 2020

Politecnico di Torino, il piano per il ritorno: “In aula pochi studenti e con mascherine”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Gli Open Days del Politecnico di Torino, la cinque giorni di orientamento per i nuovi iscritti, che per la prima volta si stanno svolgendo in modalità online, hanno rappresentato l’occasione per il Rettore Guido Saracco di illustrare i progetti per l’anno accademico 2020/21 che sarà segnato chiaramente della misure di sicurezza legate al Coronavirus. 

“È tempo di guardare al futuro, al prossimo anno accademico, per non operare più semplicemente “in emergenza” ma con la professionalità e l’attenzione alla qualità che ci contraddistinguono” ha commentato il Rettore spiegando come “alla ripresa dopo l’estate dovranno essere mantenute le stesse misure di distanziamento fisico e di utilizzo di presidi anti-contagio oggi in vigore. Un evidente principio di equità ci ha quindi portato a decidere, già qualche settimana fa, che nell’intero Anno Accademico 2020-2021 si sarebbe comunque garantito a tutti di poter fruire della didattica in remoto, come sta avvenendo ora”. 
Insomma, l’Ateneo di corso Duca degli Abruzzi ha messo a punto un vero e proprio piano organizzativo ed economico. A partire dalle lezioni in presenza che saranno possibili solo per “esercitazioni in aula in cui sia premiante il dialogo e la discussione tra studente e studente o tra studente e docente, classi progettuali o atelier in cui gruppi di studenti affrontano la risoluzione di problemi o la concezione di nuovi prodotti/processi, esercitazioni di laboratorio didattico, team studenteschi, tirocini curricolari presso aziende e tesi sperimentali”. 

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Definiti anche i numeri di studenti che potranno accedere alle aule: 2500 al giorno per un totale di 60 aule, di grandi dimensioni. Il piano di ritorno in aula prevede anche uno stanziamento di 850 mila euro per la messa in sicurezza delle strutture e circa 500 mila euro per dotare studenti e docenti di mascherine, le aule di gel igienizzante e provvedere alla periodica sanificazione. 

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Allo stesso modo si investirà nella didattica a distanza che avrà ancora un ruolo preponderante: “attrezzature per server e data-center, virtual lab, storage al fine di migliorare le prestazioni dell’hardware del sistema di erogazione della didattica on line – spiega Saracco – attrezzature per dotazioni individuali per potenziare l’erogazione della teledidattica e l’efficacia dello smart-working”Oltre al potenziamento dei servizi cloud, di programmazione e formazione”.

Allo studio anche le norme sui viaggi studio e i progetti di scambio internazionali: “Verosimilmente le mobilità studentesche – aggiunge il Rettore – da e per l’estero potranno riprendere in modalità fisica per il secondo semestre 2020-2021, previa valutazione della sussistenza di condizioni di sicurezza sanitaria da effettuarsi nel primo semestre congiuntamente alle università partner. Per la mobilità associata alla ricerca dei dottorandi e degli assegnisti, come per il personale docente e ricercatore, gli iter autorizzativi terranno conto della situazione pandemica delle regioni o dei Paesi interessati e dei rispettivi regimi normativi”.

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