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martedì, 23 Luglio 2024

Olimpiadi, Montaruli (Fdi): “Torino non merita questo strazio. Difendiamo la candidatura”

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Augusta Montaruli, torinese e deputato di Fratelli d’Italia, commenta gli ultimi avvenimenti della sua città e la polemica che sta mettendo alle corde la sindaca Chiara Appendino.
Per Montaruli le «Olimpiadi 2026 possono essere un’opportunità per l’Italia oltre che per la città che le ospiterà. La scelta della candidatura non può essere di parte ma ponderata con responsabilità».
«Da torinese – continua il deputato di Fratelli d’Italia – però tifo Torino, ma è uno strazio vedere come il capoluogo piemontese stia proponendo la propria candidatura. Sento quindi il dovere oggi di intervenire per dar voce a quei cittadini che sono sconcertati da quanto sta avvenendo nel palazzo, uno spettacolo che non ha a che fare con ciò che Torino è realmente: una città che si rimbocca le maniche non che litiga, sbatte le porte ed è sotto scacco di veti incrociati».
Secondo il deputato di Fdi il capoluogo piemontese rischia di perdere l’occasione offerta dai Giochi Olimpici 2026 proprio per colpa del “ricatto” messo in campo da una parte della sua maggioranza. Ad uscire sconfitta non sarebbe solo la sindaca, ma tutta la città: «Torino merita di essere difesa soprattutto oggi che il sindaco Appendino si presenta dal sottosegretario Giorgetti con un dossier vuoto, senza il sostegno della sua amministrazione pentastellata. Appendino non ha infatti, ad oggi, la maggioranza in Comune per votare lo statuto dell’agenzia olimpica e addirittura in queste ore stiamo assistendo ad un avvilente muro contro muro tra il sindaco e i suoi consiglieri che rischiamo venga pagato a caro prezzo».
«Vogliamo evitare che Torino parta in svantaggio rispetto alle altre città candidate ed invitare questo Parlamento ed il Governo ad una seria riflessione. Torino è, nonostante la giunta pentastellata, in gara, perché la città quella vera, non quella del palazzo e dei volantinaggi improvvisati del no è unita nel raccogliere le sfide che ci attendono», conclude Augusta Montaruli.

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