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martedì, 25 Giugno 2024

L'ipocrisia della politica pulita

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vittorio Bertola*
Dal Partito Democratico ci arriva la proposta di far aderire la Città, tramite un voto del Consiglio comunale, alla Carta di Avviso Pubblico – Codice etico per la buona politica.
Si tratta di un documento realizzato da una associazione di enti locali presieduta dal sindaco di Grugliasco, che contiene una lunga e dettagliata serie di impegni per il pubblico amministratore in termini di trasparenza, conflitti di interessi, nomine, pulizia della fedina penale eccetera; con la clausola che la carta sarebbe vincolante solo per i consiglieri che votano a favore, mentre chi non vuole prendersi l’impegno può uscire dall’aula o astenersi.
Io non ho problemi a sottoscrivere su due piedi l’intero documento, che mi sembra pieno di buoni precetti che il Movimento 5 Stelle in gran parte già attua da anni, ma l’idea di approvarlo in Consiglio comunale mi sembra estremamente ipocrita, visto che solo nella maggioranza, tra Pd e Moderati, ci sono: un consigliere rinviato a giudizio (se ben ricordo per truffa) nell’ambito delle inchieste sui rimborsi allegri dei consiglieri regionali, e che quindi ai sensi dell’articolo 21 del documento dovrebbe dimettersi immediatamente; un consigliere che ha patteggiato una condanna per finanziamento illecito ai partiti, e che quindi pure lui, per lo stesso articolo, dovrebbe dimettersi immediatamente; un consigliere che cumula le due cariche di consigliere comunale e consigliere regionale, in violazione dell’articolo 6 del documento. E questi sono solo i primi che mi sono venuti in mente, senza nemmeno considerare le minoranze.
Allora non capisco: se i consiglieri della maggioranza credono in questo documento, dovrebbero innanzi tutto chiedere ai propri colleghi che lo violano di dimettersi, come è obbligatorio fare in base all’articolo 22 per chiunque sottoscriva la Carta, e al proprio partito di adottare queste norme impedendone la ricandidatura.
Se no, quella del Pd mi sembra una iniziativa estremamente ipocrita, tanto per fare bella figura sbandierando dei principi che vengono violati il giorno stesso dal loro stesso partito e dai loro stessi compagni, oltre che, sul piano umano, una cattiveria di una parte della maggioranza contro i propri stessi colleghi, i quali dovrebbero scegliere tra votare (ancora più ipocritamente) un documento che non rispettano, oppure essere additati pubblicamente come “politici sporchi”.
Poche cose mi fanno arrabbiare come l’ipocrisia della politica italiana; io credo quindi che i partiti dovrebbero farsi un esame di coscienza e decidere una volta per tutte da che parte stare. Se credono nella “pulizia della politica” così come emersa dal dibattito pubblico degli ultimi anni, allora invece di far finta di adottare questo genere di principi li applichino davvero al proprio interno, senza ritardi, senza sconti e senza tante cerimonie. Altrimenti, perlomeno abbiano la decenza di stare zitti.


*Capogruppo nel Comune di Torino del Movimento 5 Stelle
 

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